Accuse pesanti sul caso ATM/M5. Ma Pd e Sala mettono il silenziatore

Fabrizio c'è Milano
Milano 11 Aprile – Incredibile come il PD riesca a mettere il silenziatore sulle accuse che lo riguardano. Per 2 volte l’ex Presidente di ATM Bruno Rota ha dichiarato ai giornali che in ATM il PD seguiva “una allegra combriccola abituata a fare e disfare”; che “solo l’intervento di Pisapia lo salvò dall’essere segato già nel 2014 da Bussolati”, segretario metropolitano del PD. In più ha attaccato Sala dicendo che trattava fusioni di ATM tenendolo all’oscuro e che voleva addossargli la responsabilità dei tagli alle corse MM e ATM volute invece dalla Giunta.
Dichiarazioni pesanti, cui si sono aggiunti giudizi pesanti sull’Assessore Tasca, accusato di fare il consulente per banche e imprese e oscure allusioni al processo Di Caterina/Caronte, quello cioè al “sistema Sesto”.
Ora lasciamo stare un attimo tutte le prediche ipocrite del PD sul fatto che bisogna nominare i capaci senza guardare al partito e concentriamoci su una domanda: se accuse simili fossero state rivolte a un amministratore del Centrodestra o a Virginia Raggi, che sarebbe successo? Il Corriere e Repubblica non avrebbero più mollato l’osso. E qualche magistrato avrebbe magari mostrato curiosità.
Nella Milano di Sala scatta invece il silenziatore.
Ma ci sono dei consiglieri comunali che vogliono capire perché il Comune ha cambiato idea sul caso M5/Astaldi. Perché ha prima esaminato la proposta F2I e poi invece deciso di dare il via libera alle FS, pur danneggiando questo gli interessi di ATM.
E per questo avevano chiesto di acoltare il Direttore Generale del Comune, Arabella Caporello, manager lautamente retribuita, che però non si è presentata  in commissione per rispondere alle domande dei consiglieri, adducendo motivi risibili. In attesa che lo faccia anche la stampa io continuerò a ripetere le domande ad ogni seduta di Consiglio.

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