Parkinson e demenze: medicina personalizzata e neurologia di precisione

Scienza e Salute

Genetica, nuove terapie e ricerca, in Humanitas l’evento scientifico ‘Milano Parkinson’.

Milano 26 Marzo – Terapie con cellule staminali, basi genetiche della degenerazione selettiva, disturbi del controllo degli impulsi. Questi alcuni degli argomenti legati gestione della malattia di Parkinson e di altre patologie neurologiche degenerative quali demenze e sclerosi laterale amiotrofica che oggi interessano quasi un milione di italiani. Se ne è parlato in occasione di “Milano Parkinson”, convegno che si è tenuto venerdì 24 Marzo presso il Centro Congressi di Humanitas.

Anche per la malattia di Parkinson, le demenze e le malattie neurodegenerative, il futuro delle terapie porta il nome di “medicina personalizzata”. Aver fatto dei passi avanti verso questo tipo di trattamento, e pensare di poter compiutamente tagliare questo traguardo, è stato possibile grazie alla distinzione delle diverse forme delle principali malattie neurologiche degenerative: «Tra le novità più rilevanti in questo campo c’è la sotto-tipizzazione di malattie come Alzheimer e demenze o Parkinson, con evidenti ricadute su diagnosi e terapia», spiega il spiega il prof. Alberto Albanese, responsabile Neurologia I di Humanitas, organizzatore di “Milano Parkinson”, un congresso dedicato agli sviluppi scientifici e agli scenari futuri nelle malattie neurodegenerative. Il Centro Congressi di Humanitas (Rozzano)ha ospitato la quindicesima edizione del congresso a cui hanno partecipato diversi relatori italiani ed europei, oltre agli specialisti dell’ospedale. Il convegno ha rappresentato un’importante occasione per l’approfondimento scientifico per i medici con specializzazione in neurologia,  neurochirurgia, neurofisiopatologia, neuroradiologia e medicina  nucleare.

L’indagine e le evidenze acquisite relative agli aspetti genetici hanno permesso di conoscere più a fondo queste patologie: «L’eterogeneità delle malattie neurodegenerative è ormai un dato acquisito. Non possiamo più parlare di malattia di Alzheimer o di Parkinson, o di demenza, al singolare, perché esistono più tipologie di ciascuna di queste malattie. Bisogna tenere conto di due tendenze apparentemente contrapposte: da una parte si raggruppano le patologie perché ne riconosciamo i meccanismi causali simili; d’altra parte, ci muoviamo verso una neurologia di precisione, che riconosce le peculiarità e le esigenze specifiche di ciascun paziente».

 

Malattie neurologiche degenerative: in Humanitas un progetto di Ricerca che è possibile sostenere attraverso il 5×1000

Humanitas è in prima fila nella lotta contro le malattie neurologiche degenerative, attraverso la ricerca dei fenomeni biologici che le causano e lo studio dei pazienti che ne sono colpiti. In Humanitas si sperimentano nuove cure, farmacologiche, chirurgiche, riabilitative volte a rallentare o contrastare la degenerazione del sistema nervoso. Il ruolo della Ricerca è fondamentale per migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti dalle malattie neurologiche degenerative.

Le malattie neurologiche degenerative: caratteristiche e numeri

Sono caratterizzate dalla perdita precoce (spesso in età adulta e nel pieno delle capacità produttive) di cellule nervose (neuroni) in alcune parti specifiche del sistema nervoso. Tale perdita è inizialmente selettiva, interessa cioè una porzione limitata e può rimanere localizzata o diffondersi fino a generalizzarsi. Le diverse malattie neurologiche degenerative hanno sintomi diversi, in rapporto alle aree nervose colpite e progressione variabile. Ad esempio, la malattia di Parkinson, che colpisce in Italia circa 300.000 persone interessa inizialmente le aree del controllo motorio, per poi eventualmente – ma non necessariamente – colpire anche i nervi che controllano gli organi interni, le funzioni cognitive, ecc. La malattia di Alzheimer, inizialmente interessa le aree della memoria, per poi estendersi a quasi tutta la corteccia cerebrale. La malattia del motoneurone (o sclerosi laterale amiotrofica) colpisce in Italia circa 5.000 malati, in media intorno ai 60 anni, e porta ad una progressiva paralisi di tutti i muscoli, con esito fatale entro 3-5 anni dall’inizio dei sintomi.

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