Come uscire dalla crisi: Reti di imprese e loro manager

Economia e Diritto

Milano 10 Marzo – Alla fine del lungo Inverno della crisi la domanda fatidica è sempre la stessa: come se ne esce? Vivi, possibilmente. A questa domanda rispondono gli ultimi dati sulle reti di aziende. La Lombardia e Milano si confermano anche ad inizio 2017 i territori più capaci di collaborare con il 25,3% e il 14,2% dei contratti di rete.

“Il manager di rete è la figura determinante per attuare il programma di rete e – ha detto Giovannna Mavellia, Segretario Generale Confcommercio Lombardia Imprese per l’Italia – è preferibile sia una figura esterna alle aziende coinvolte per garantire imparzialità nel coordinamento e governo della rete. Le Reti nate grazie all’help desk di Confcommercio Lombardia testimoniano come il manager di rete sia ancor più fondamentale per quelle orizzontali, ovvero composte da imprese potenzialmente concorrenti (es PHOTOP – rete dei negozi di fotografia italiani)”.

 “Secondo un’indagine realizzata a livello nazionale da Manageritalia e Obiettivo 50 su 92 contratti di rete attivi che coinvolgono 460 aziende – ha detto Roberto Saliola, responsabile Manageritalia del progetto Reti di Impresa – solo il 49% delle reti di impresa in Italia ha un manager di rete (70% in Lombardia). E il manager di rete serve proprio per garantire, oltre a governabilità e imparzialità, quelle condizioni di gestione e cultura manageriale indispensabili per aumentare competitività, internazionalizzazione e dimensione”.

Le reti di imprese, uno dei modi per superare il nanismo delle aziende italiane, hanno ancora ampi spazi di crescita. Negli ultimi 8 mesi le imprese coinvolte in contratti di rete, nate per legge nel 2009, hanno fatto il boom aumentando del 17% in Italia, dell’11% in Lombardia e del 10% a Milano. A gennaio 2017 in Italia i contratti di rete sono 3.248 (823 Lombardia, 461 Milano) e le imprese in rete16.898 (2.831 Lombardia, 943 Milano). Di fatto, però, le imprese coinvolte in Contratti di rete oggi in Italia sono solo 3 su mille.

Da sottolineare come 1 contratto di rete su 4 è stipulato in Lombardia e 1 su 7 a Milano. Mentre le imprese coinvolte nei contratti di rete in Lombardia e a Milano sono rispettivamente il 16,8% e il 5,6% del totale, in linea con la distribuzione territoriale delle aziende. A livello Lombardo a Milano (461 contratti e 943 imprese) seguono Brescia (172 e 419) e Bergamo (157 e 334). Per numero di imprese vengono poi Lecco con 244, Monza e Brianza con 163, Varese con 146 e Como con 142.

Guardando ora al complesso dei dati Italiani a maggio 2016, su 15.704 imprese coinvolte in contratti di rete subito dietro la Lombardia (2.659 si piazza la Toscana con 1.561 aziende. Sull’ultimo gradino del podio c’è l’Emilia Romagna, con 1.534. Seguono il Veneto (1.413), il Lazio (1.355), la Puglia (957), la Campania (858), il Piemonte (812), l’Abruzzo (809) e, per chiudere la top ten, il Friuli Venezia Giulia (693).

“Guardando al futuro – ha sottolineato Mavellia – dobbiamo diffondere maggiormente la conoscenza del contratto di rete e delle sue potenzialità e opportunità (conquista di nuovi segmenti di mercato/clientela, condivisione delle conoscenze e delle competenze, abbattimento dei costi, sviluppo di nuovi servizi/prodotti, ecc.). Serve poi che le imprese in rete abbiano defiscalizzazione degli utili (per le reti con P.IVA), un rating premiante dagli istituti di credito e premialità nei bandi (regionali, statali, europei)”.

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