Taxi: sull’accordo fidarsi è bene, non fidarsi è meglio

Politica

Milano 22 Febbraio – Pare che si sia finalmente giunti ad un accordo. Lo stato di diritto verrà ripristinato. Con calma, mi raccomando. Tra un mese. Dopo che l’emendamento Lanzillotta verrà votato con la fiducia. Per l’ennesima volta, contro ogni buon senso, nel mille proroghe, infatti, è finita la sospensione delle leggi approvate nel 2008 che regolavano il mercato delle auto pubbliche. I tassisti, ancora una volta, avrebbero dovuto subire la concorrenza delle auto a noleggio con conducente, che sarebbero potute non tornare al deposito dopo aver lasciato il cliente. Questo abbatte il costo di chiamata, creando un doppione del servizio taxi, senza le garanzie cui i tassisti devono sottostare. La prima delle quali è il costo bloccato delle corse. Nonostante siano tutti (Authority e ministero) contro questa norma di buon senso, noi abbiamo continuato a difendere la specificità dei tassisti. In Europa, ad esempio, sono stati esentati dalla Bolkenstein. Sapete perché? Perché persino Bruxelles, non certo nota per l’acume legale e la capacità di comprendere le finezze, ha realizzato che le licenze sono un tema delicato. Ha capito che le auto bianche effettuano un servizio pubblico, a prezzo calmierato, e che quindi non possono, e non devono, subire improprie concorrenze. Solo la Lanzillotta pare non aver compreso il punto, ed il suo emendamento sta rischiando di piegare una categoria, che non può aumentare i margini, e deve subire concorrenze low cost del tutto improprie La dilazione nell’entrata in vigore poteva essere giustificata un paio d’anni, mentre si studiavano i decreti. Ma otto anni sono manicomiali. Bene hanno, quindi, fatto i tassisti a scioperare che, non dimentichiamolo, svolgono un servizio pubblico, quindi meritano massimo rispetto. Il problema di cambiare le regole in corsa, come ha fatto il PD, è tradire la fiducia degli imprenditori. I tassisti nelle licenze hanno investito, su quelle licenze poggiano mutui. Eroderne il valore è un danno per tutti. E quando, finalmente, entreranno in vigore molti NCC ne soffriranno. Perchè avranno fatto degli investimenti, a loro volta. Avranno traslocato con le famiglie. Avranno creato delle reti sociali, che la legge spazzerà via. Ed a loro cosa racconteremo? Questa incertezza legale è inaccettabile, deve finire quanto prima.

Quanto prima pare essere un mese. Sarà. Vigileremo, di sicuro. Perché la cosa davvero importante è che si è riconosciuto un principio per il quale era sacrosanto battersi: il taxi non è una vettura qualsiasi, il trasporto di persone non è una professione qualsiasi, le licenze di taxi non sono licenze qualsiasi e la concorrenza in questo settore non è senza conseguenze.

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on-stefano-maulluStefano Maullu

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