Monte Paschi, il PD ed il portafoglio degli altri

Economia e Diritto

Milano 13 Gennaio – Con portafogli, termine scelto per non urtare la sensibilità di alcuno di voi, ci si riferisce, più propriamente a ciò che, usualmente, al portafogli sta dietro. Il salvataggio di MPS sta diventando, lentamente, una tragicommedia in cui si mischiano elementi immortali della storia del pensiero. C’è la finanza rossa, che non bada al soldo, ma ai grandi ideali. Tipo l’energia pulita: fallito il progetto di Sorgenia. Oppure lo Sport come fucina di valori: fallito il Siena Calcio. O anche le navi come forma nobile di trasporto: fallite Grandi Navi Veloci. Forse affondate. In ogni caso altra perdita, altro giro. A me piace sempre ricordare, in questi frangenti, i peana in favore degli investimenti reali. Quelli nelle aziende. La lotta agli speculatori internazionali. Ecco, sappiate che poi finisce così. Quando presti soldi fregandotene della redditività e ti concentri su cose simpaticamente populiste come “i valori”, “l’interesse del territorio” o “le persone” non ci sono molte opzioni: il sistema fa crack. È un arido gioco di numeri, e vince solo chi conta le carte, non chi trova simpatico il croupier. Ecco, sotto il peso di questa schiacciante rivelazione, il sistema degli investitori per il bene comune ricorre all’unica carta che gli ha consentito di rimanere in piedi sinora. Il denaro pubblico. Scientificamente estorto a milioni di ignari contribuenti servirà per salvare la banca del PD. Intendiamoci, non è un fenomeno esclusivamente sinistro. Eurocredinord, la banca leghista (sempre pro territori, artigiani e via di luogo comune in luogo comune) fallita e salvata, più o meno. Insomma, il problema è culturale, diffuso e totalmente bipartisan. Ha a che fare, in sostanza, con un grande problema, tipicamente Italiano.

Noi non accettiamo il mercato. Ci fa paura. Ci spinge ad atti irrazionali per combatterlo. Perché in esso scorgiamo tutti i limiti di una nazione così bella e perduta come l’Italia. Nel mercato c’è la competizione, la meritocrazia implicita, l’impossibilità di essere difesi da gang e poteri, forti, diffusi o mafiosi. Il mercato ci spaventa. Quindi lo combattiamo. Il mercato, però, non risponde mai. A farlo è la realtà. Certo, anche le banche Usa falliscono, quando barano. Ma prima di farlo non hanno creato un circolo vizioso di capitalismo malato in cui gli amici del giaguaro possono pranzare, fidando che saranno i camerieri a pagare. Possono investire fregandosene dei rischi, tanto i buchi li copriranno altri. Possono uccidere la concorrenza mettendo in gioco i soldi dei loro competitor tanto loro un aiuto lo troveranno sempre. Questo sistema di capitalismo malato è una prerogativa della sinistra. Quella che si vanta di saper fare sistema. E che anche a destra abbiamo sempre guardato con occhi sgranati. Ve li ricordati i prestigiatori della vostra infanzia, quelli che facevano sparire e riapparire monetine? Ecco, questi del PD lo fanno con gli ombrelli. Di Altan.

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