A Repubblica non hanno capito la gravità dell’emergenza immigrazione a Milano

Milano

Milano 26 Ottobre – Mentre a Goro ed a Gorino andavano in scena le barricate dalle parti di Largo Fochetti non avevano esattamente chiara la gravità del clima. Per questo hanno deciso, evidentemente, di dare voce a questo delirio:

Circa cento migranti fermati dalle forze dell’ordine a Milano e “caricati” su autobus speciali destinati ai profughi in partenza “ogni giorno dal Nord lombardo e ligure verso l’hotspot di Taranto”. Tra questi anche un 18enne richiedente asilo di nazionalità gambiana, ospitato nel centro di accoglienza straordinaria di Via Corelli, trasferito insieme agli altri nonostante fosse destinato ad essere ospitato a Milano. E’ la denuncia partita dalle associazioni Babele, Ohana, Campagna Welcome Taranto, Campagna lasciateCIEntrare, secondo le quali i rifugiati sono stati “deportati, trattenuti e umiliati”.

I controlli dei giorni scorsi sono stati disposti per verificare che quelle presenti a Milano siano effettivamente persone destinate ad essere accolte in città. E a questi è seguito il trasferimento. Ma a finire nella rete delle verifiche è stato anche il giovane 18enne. “Un bravissimo ragazzo che aveva tutto il diritto di stare a Milano – raccontano le maestre di ScuolAperta – dove frequenta le nostre lezioni di italiano e si sposta con l’abbonamento Atm. Non poteva esserci dubbio sul fatto che Milano fosse la sua città”.

Il 18enne del Gambia “mentre si trovava in strada nei pressi della stazione centrale – raccontano le associazioni che si sono interessate al suo caso – è stato portato via dalla questura”, dopo essere stato “privato del cellulare, dell’orologio e di altri effetti personali”. Dal centro di accoglienza in cui il richiedente asilo era ospitato “gli operatori – ricordano le associazioni – hanno protestato. La solidarietà politica e materiale concreta ha fatto il resto. E la storia, in questo modo, è saltata fuori. Così il Viminale è corso a riparare. La vicenda è grave perché si tratta di trattenimenti prolungati oltre ogni regola”.

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