Gli Ambrogini in Rete come fosse un talent show, bocciati dal Consiglio

Milano

Milano 2 Ottobre – Evidentemente governare in modo partecipativo per l’assessore Lorenzo Lipparini è consultare la rete per assegnare gli Ambrogini. E in una Giunta che di “partecipato” non decide niente, seguendo sempre ideologie utopistiche e fuori della realtà, questo, deve aver pensato l’assessore, può essere un po’ di fumo negli occhi ai cittadini che si lamentano di non essere ascoltati. E poi, la rete è di moda, fa tendenza, entusiasma i giovani. Fare, cioè, sempre con il miraggio di essere graditi, innovativi. Ma riferisce il Corriere “Il Consiglio comunale boccia gli Ambrogini di Facebook. Dopo l’iniziativa dell’assessore alla Partecipazione, Lorenzo Lipparini, che ha lanciato la consultazione pubblica online sulla piattaforma PartecipaMi per la candidature alle civiche benemerenze, dall’assemblea di Palazzo Marino è arrivato un coro di no. Il primo ad intervenire è stato il presidente del Consiglio comunale, Lamberto Bertolé, che ha scritto una lettera all’assessore per segnalare lo sgarbo istituzionale. «Non si tratta di una questione marginale — scrive il presidente pd — posta da qualche giornalista a latere della tua conferenza stampa ma di un tema che tu hai voluto esplicitamente e direttamente enfatizzare». Bertolé ribadisce che «si tratta di una scorrettezza istituzionale», «Hai deciso di illustrare alla stampa una tua proposta che riguarda una materia di competenza del Consiglio comunale — rincara — senza informare e condividere la questione con il Consiglio». Il presidente ricorda inoltre che l’aula ha appena affrontato il tema degli Ambrogini e del loro regolamento. Come dire: argomento caldo che poteva essere approfondito in altra sede e non sui giornali spacciando la proposta come «scelta» dell’amministrazione. E Bertolé non manca di ricordare che ogni cittadino «ha facoltà di presentare candidature direttamente, senza bisogno dell’intermediazione, né di un sondaggio preventivo da parte di un assessore». Per finire la precisazione: «Il regolamento prevede che sia una commissione ad esaminare e valutare tutte le proposte arrivate, indipendente dalla popolarità presunta e attestata da un sondaggio online».

Bisticci tra “compagni”? Sicuramente. Per dimostrare che appena si ha una poltrona, ci si sente onnipotente, a sinistra. Per constatare che la sprovvedutezza di un assessore può essere ignoranza e protagonismo. Stigmatizza il Corriere “Ma la proposta Lipparini corona la difficile impresa di compattare l’aula. Il no è bipartisan. «È l’ennesima grave ingerenza nei confronti del consiglio — attacca il capogruppo di Forza Italia, Gianluca Comazzi — Suggerisco all’assessore, non eletto in Consiglio comunale e ripescato per la giunta dal sindaco, di imparare i regolamenti del Comune prima di esercitare la sua funzione». Manfredi Palmeri, lista Parisi, invita a fare chiarezza. «Serve una procedura trasparente per l’ascolto della città — puntualizza — e bisogna inserirla nel regolamento. Non può essere una cosa estemporanea».

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