Nel dopo Pisapia c’è il fallimento della Grande Milano: nel bilancio mancano 45 milioni

Milano

Milano 29 Agosto – I conti non tornano, l’abolizione delle province è una legge iniqua e raffazzonata voluta esclusivamente dalla sinistra, la Città Metropolitana non decolla, Sala con il cappello in mano spera in un intervento di Renzi: nel dopo Pisapia si può solo verificare il fallimento dell’ennesimo sogno regalato ai milanesi con la grancassa di tante parole vuote.

La fotografia della situazione e di Pierpaolo Lio sul Corriere “Doveva essere la grande architettura istituzionale che avrebbe proiettato Milano verso le sfide del futuro. E invece la Città metropolitana, attesa per decenni, rischia di fallire ancor prima che i milanesi ne intuiscano le potenzialità. L’allarme rosso in via Vivaio lampeggia da così tanto tempo che ormai quasi non ci si fa più caso. I conti non tornano. Il traguardo rappresentato dall’approvazione del bilancio di previsione 2016 è stato clamorosamente mancato. All’appello mancano ancora 45 milioni di euro. Una «falla» nella legge ha evitato penalizzazioni, ma al momento una soluzione non sembra all’orizzonte.” E Milano è ferma, ma nessuna autocritica da parte della sinistra sui tanti nodi irrisolti di competenza e di gestione. Prosegue il Corriere “Fin dal primo respiro, l’ente che ha «pensionato» la vecchia Provincia ha dovuto convivere con la penuria di risorse. Quest’anno l’impresa era ripianare 90 milioni di disavanzo. Mesi di lavoro sulle voci di spesa avevano quasi dimezzato a luglio il buco: -52 milioni. Valorizzazione degli attivi degli esercizi precedenti, riordino dei mutui, uso dei fondi regionali: ogni leva è stata usata per ridurre lo squilibrio. E un ultimo disperato sforzo l’ha ulteriormente limato al ribasso, a quota 45 milioni…. Le missioni romane (il 22 luglio il sindaco metropolitano Beppe Sala aveva incontrato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti) hanno prodotto poco. Le vie d’uscita si sono rivelate impercorribili. Come l’ipotesi di usare vecchi mutui mai accesi su cui comunque lo Stato aveva postato alcune somme per gli interessi. Niente da fare. Quei soldi sono tornati nella pancia del bilancio centrale…La scadenza del 31 luglio è intanto passata. Per ora senza conseguenze. La legge (in attesa di correzioni) non infligge penalizzazioni alle Città metropolitane che non rispettano i termini per l’approvazione del previsionale. Comunque, scampato un pericolo, senza i soldi necessari la Grande Milano corre verso il dissesto. «Navighiamo a vista – aggiunge Comincini – siamo in esercizio provvisorio e procediamo in dodicesimi. Cosa che non ci permette di fare gare significative. Insieme al governo bisogna quanto prima trovare una soluzione. Dobbiamo ancora chiudere una serie di questioni aperte ed è impossibile senza bilancio”…La speranza è che Matteo Renzi – atteso in città a metà settembre per la firma del «Patto» tra Milano e governo su temi anche di area vasta, a partire dai prolungamenti dei metrò – arrivi portando in dote la ciambella di salvataggio. Intanto, si fa quel che si può”

Praticamente ben poco per non dire nulla.

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