Le start up di Sala profumano di Unione Sovietica

Milano

Milano 12 Agosto – Sala ha trovato 19 Start up da finanziare. Evviva. La notizia è vecchia, il problema che ci sta dietro annoso, i principi su cui si basa l’intera critica all’operazione eterni. Così ce la siamo presa comoda, abbiamo sondato il terreno, valutato le implicazioni e deciso, con serenità e moderazione, che l’intera operazione è una cagata pazzesca. E contiene in sé tutti i germi del fallimento del modello Italiano. Così, per vostra comodità, ho riassunto i deliri del Sub Comandante Sala in sette agevoli punti:

  1. Le imprese sono state scelte con giudizio politico, non economico. Secondo Sala, si sono favorite imprese femminili, low tech e (ma questo lo aggiungo io) molto politicamente corrette. Il che è bellissimo, ma non dà la minima garanzia che il 75% del capitale investito rientri. Il 25% è direttamente a fondo perduto. Questo sistema è demenziale, perchè si basa sul fatto che il mercato fallisca regolarmente e che la politica possa sostituirsi ad esso. Così lo Stato, che prima produceva Panettoni, oggi scommette sui kebab gourmand. Non è difficile immaginare che finirà nella stessa maniera.
  2. A proposito. Si è puntato sulle attività low tech, perché… già, perché? Perché si volevano coniugare subito periferie e imprenditoria. Ovviamente noi zotici di periferia (io sto vicino a via Padova) non sappiamo apprezzare la tecnologia. Siamo gente semplice. Ci piacciono le biciclette sulla Martesana e le chase long di marmo. È sorprendente che non balliamo nudi durante le notti di luna piena ed abbiamo cessato di sacrificare vergini ad Odino. Quindi per darci subito la civiltà imprenditoriale, Sala ci farà aprire sotto casa un ristorante da parte di un Camerunense. E chiamiamoci fortunati che non ci apra una missione per civilizzarci. Ovviamente questa è la classica prova che la politica non sa assolutamente come funziona il mercato. Le attività hi tech stanno benissimo in periferia. E questa fretta non ha il benchè minimo senso. Ci metteremo comunque mesi a vedere le prime saracinesche salire.
  3. Chi pagherà il conto di questa lodevole iniziativa, come sempre, saranno anche i ristoratori a fianco al Kebab gourmand. O al ristorante Camerunense. E sono certo ne saranno deliziati. Visto che non potevano esimersi dal farlo ed ora si trovano un concorrente che il mercato, forse, non gli avrebbe contrapposto che apre grazie ai loro soldi. La concorrenza è sacrosanta. Quando l’arbitro non ti entra a gamba tesa da dietro per passare la palla all’altra squadra. Inoltre queste norme spingono anche gli altri imprenditori a provarci. Uccidendo la libera imprenditoria in favore di una versione addomesticata e parassita della stessa.
  4. Metà del costo del progetto andrà, comunque, finanziato dalle banche. Garantite dallo Stato. Queste attività, per loro natura, hanno un’altissima volatilità. Ecco, quando pensate alle sofferenze bancarie, sappiate che nascono esattamente così. Qualcuno riceve il forte suggerimento che queste siano attività bellissime. Che la Banca abbia una responsabilità sociale. Che gli conviene, in fondo in fondo. Ovviamente, qui garantiamo noi. Ma tanto, non è sempre così? Quando i prestiti sociali superano la soglia di guardia, chi credete che eviti i crack, se avvengono fuori dal Veneto? Ecco, ci siamo capiti
  5. Peraltro, il socio pubblico mette i soldi, poi se ne frega. Controlla solo la rendicontazione. Io se metto i soldi da qualche parte voglio sapere che fine fanno. Cosa fa la società. Qui no. Ovviamente. Si gioca al grande fondo di investimento senza seguire le regole, poi si piange perché se ne esce con le ossa rotte.
  6. Tra le spese coperte c’è anche la comunicazione. Alè, abbiamo capito come si possono pagare gli stipendi a norma di legge anche se non previsto esplicitamente.
  7. E’ la prima volta che un Kebab a Milano ha bisogno dei soldi pubblici per aprire. Sospetto che il gestore non sia una cima, se gli altri, sapendo poco la lingua, ignorando quasi tutto sul paese, ci sono riusciti senza ricorrere a Sala. Felice di essere smentito. Ma se i Nord Africani che oggi gestiscono queste attività scenderanno in piazza contro questa concorrenza sleale ed immorale io sarò al loro fianco.

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