Il coraggio di credere nella fraternità, dopo l’orrore di Rouen

Esteri

Milano 27 Luglio – L’amore contrapposto all’odio, la fraternità contrapposta alla violenza: una speranza per i cristiani, un desiderio per gli uomini di buona volontà. Ma davanti all’orrore e alla barbarie di Rouen l’uomo qualunque ancora una volta è annientato da un gesto che è estremo disprezzo, violazione simbolica del sacro, gesto feroce di persecuzione.

Padre Jacques Hamel
Padre Jacques Hamel

Padre Jacques Hamel è stato sgozzato nella sua Chiesa mentre celebrava la Messa, mentre un rito sacro ricordava quel Cristo immolatosi sulla Croce per tutta l’umanità. Nel nome di un amore senza limiti, nel segno di un abbraccio infinito. Il dolore per tanta ferocia grida i tanti perché a cui la ragione non sa rispondere, a cui la volontà esige si contrapponga ancora violenza. Per non soccombere, per non essere definitivamente annullati da una religione sanguinaria, da una non civiltà che nega le nostre conquiste di libertà e di uguaglianza.

Hanno ucciso un uomo che predicava  l’amore, la pace, la condivisione. Nel suo augurio ai parrocchiani prima delle vacanze scriveva: “Le vacanze, un momento per allontanarci dalle nostre occupazioni abituali. Ma non si tratta di una semplice parentesi. È tempo di relax, ma anche di ristoro, di incontri, di condivisione, di convivialità.

Un tempo di ristoro. Alcuni impegneranno qualche giorno per un ritiro o per un pellegrinaggio. Altri rileggeranno il Vangelo, da soli o con altri, come una parola che fa vivere l’oggi. Altri potranno rigenerarsi col grande libro della creazione, ammirando i paesaggi così differenti e talmente magnifici che ci elevano e ci parlano di Dio. Possiamo noi in questi momenti ascoltare l’invito di Dio a prenderci cura di questo mondo, a farne, lì dove viviamo, un mondo più caloroso, più umano, più fraterno.

Un tempo di incontro, con i cari, gli amici. Un momento per prendereci il tempo di vivere qualcosa insieme. Un momento per essere attenti agli altri, chiunque essi siano.

Un tempo di condivisione. Condivisione della nostra amicizia, della nostra gioia. Condivisione del nostro sostegno ai bambini, mostrando loro che contano per noi.

Un tempo di preghiera. Attenti a quello che accadrà nel nostro mondo in quei giorni. Preghiamo per chi ne hanno più bisogno, per la pace, perché la vita insieme sia migliore.

Sarà ancora l’anno della misericordia. Teniamo un cuore attento alle belle cose, a ciascuno e a quelli che rischiano di sentirsi un po’ più soli.

Che le vacanze ci permettano di fare il pieno di gioia, di amicizia, di ristoro. Allora noi potremo, più strutturati, riprendere la strada insieme.”

monsignor Dominique Lebrun
Monsignor Dominique Lebrun

Il tempo per padre Jacques si è fermato con il sangue del martirio.

Scrive l’arcivescovo di Rouen, monsignor Dominique Lebrun «La Chiesa cattolica non può lasciarsi andare alle lacrime, ma si unisce in preghiera e continua a lavorare per la fraternità tra gli uomini. Lascio qui centinaia di giovani che sono l’avvenire dell’umanità, quella vera. Domando loro di non arrendersi alle violenze e di diventare apostoli della civiltà dell’amore».

Ma è difficile avere il coraggio di credere ancora alla fraternità, dopo tanto orrore

(L’intervento di padre Jacques Hamel  pubblicato lo scorso 6 giugno sulla rivista della parrocchia e rilanciato oggi dal settimanale cattolico Famille Chrétienne è stato ripreso in Italia da Il Giornale)

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