Renzi: la mancetta che dà e la mancetta che toglie

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Milano 20 Giugno – Renzi è molto bravo a distribuire contentini prima del voto e, lo si sta vedendo in questi giorni, è molto bravo anche a toglierli. E’ un po’ come la storiella delle tasse: se le abbassi da una parte devi alzarle dall’altra, sempre che, giammai, tu non voglia toccare la spesa pubblica. Così succede che a Roma, ad esempio, con un Roberto Giachetti ,  il premier prova a dargli una mano: il ministro Delrio, racconta a  Il Fatto Quotidiano, ha deciso di inserire alcuni progetti romani un po’ così nelle “opere prioritarie”: il Grande Raccordo Anulare delle biciclette, il “Ponte dei Congressi”, lo sblocco della vertenza sul salario accessorio dei dipendenti comunali. A questo si aggiunge una misura nazionale, o che comunque interessa alcuni dei comuni più importanti che vanno al ballottaggio come Milano e Napoli, che prevede, in uno dei prossimi Consigli dei Ministri una “sanatoria” sul Patto di Stabilità. Ai Comuni che nel 2015 lo hanno sforato non arriverà nessuna sanzione. Oltre agli annunci, come questi, più smaccati, ci sono quelli nascosti dal velo del “vorrei ma ve lo dico domani”: e qui il ritornello è l’eterna promessa del taglio delle tasse. E che dire degli 80 euro sulle pensioni minime? Per ora solo un’ipotesi, ma tanto basta per ingolosire gli elettori.

Attenzione, però, perché dove sa di non avere seguito, il premier, toglie. Così, tramite la sua fedelissima Maria Elena Boschi, che un paio di giorni fa si è infilata in una rovente polemica con la candidata grillina a Torino Chiara Appendino, il governo ha fatto partire quello che l’avversaria di Piero Fassino ha definito un vero e proprio «ricatto»: il ministro, ospite da Lucia Annunziata, se n’era uscita con un «se vince il M5S non arrivano i soli del governo» riferendosi ai fondi – 250 milioni di euro – per il Parco della Salute e spiegando che «se rinunciate al progetto rinunciate al finanziamento». Un assist alla Appendino che ha avuto gioco facile a ribattere con un «il governo tratta i soldi pubblici come se fossero del Pd». Non ha tutti i torti, viste le promesse che girano per dare la spintarella ai candidati dem al ballottaggio. Attenzione, però, perché Renzi dà e, spesso, toglie. Vi ricordate gli 80 euro in busta paga? Ecco, qualche lavoratore – e non sono pochi – si troverà a doverli restituire. Un bella sòla, queste mancette.

Federica Venni (L’Intraprendente)

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