Sala ci regala una moschea coi petroldollari del Qatar

Approfondimenti

di Claudio Bernieri

Milano 18 Giugno – Un Iman che viene direttamente da Sanaa, nello Yemen: integralista Doc. Iman con stipendio pagato dal Qatar .

Il religioso  yemenita  verrà a dirigere la madrasse di Saronno: grazie al Pd.

E poi ecco la fazzolettata  Sumaya, in lista con il Pd a Milano: la triste prigioniera del velo, simbolo della sottomissione della donna nell’Islam, potrebbe diventare, incredibilmente,  assessore a Milano. Follia di Majorino. Con mamma di Sumaya, anch’essa velata, cattiva maestra: eccola  che inneggia ai terroristi di Hamas su Facebook. Vizietto di famiglia islamica: il marito  di Sumaya è anch’esso integralista  vicino ai Fratelli musulmani,ed è  fotografatissimo , sempre su Facebook, con militanti della setta.

Il pericolo per i milanesi è quello di avere presto una mega moschea costruita con i petrodollari degli emirati più estremisti ( quelli che  spericolatamente finanziano i Fratelli Musulmani, quelli del nazismo islamico, delle stragi in Siria e in Israele), lasciando senza moschee musulmani meno Doc: sufi, dervisci, drusi, sciiti.  Parliamo insomma di uno sponsor eccellente di Sala e del Pd, il  Qatar, lo staterello islamico fondamentalista che  vaneggia nei suoi video su Youtube di riprendersi la Sicilia “musulmana”, l’Andalusia e i Balcani, con una  guerra santa: e intanto finanzia ben 33 moschee con madrasse e  optional di iman integralisti, per  creare truppe culturali cammellate, minareti, divanisti nei talk show compiacenti con Maometto,  scuole e università coraniche.

Tale il voto di scambio con Giuseppe Sala, in arte il compagno Beppe,  che  svende le tradizioni milanesi per un pugno di voti.

Vuole restare in carica “per dieci anni perché”, come ha detto in diretta Facebook con Repubblica tv, vuole portare a termine “un programma ambizioso che richiede tempo”. In cima a questo programma c’è la costruzione di una maxi moschea che accolga tutti i musulmani che vivono nel capoluogo lombardo. In questo modo Mister Expo ripaga l’accordo con gli islamici rappresentati dalla fazzolettata Sumaya Abdel Qader.

Sala è “sicuro che si farà” la moschea a Milano. Questa è la sua intenzione se sarà eletto sindaco anche per “controllare meglio e mettere in sicurezza i luoghi dove gli islamici pregano”. “Nel contempo – ha aggiunto alla diretta Facebook con Repubblica.it – quando ci sono luoghi insicuri e illegali vanno chiusi. Io sono a favore della moschea e contro le situazioni a rischio”.

Le immagini pubblicate da Zubayda Khalil, la madre della velata Sumaya, su Facebook (ormai eliminate ma non smentite) che inneggiano alla jihad delle brigate Ezzedin al- Kassam, a Hamas e alla “resistenza” islamista palestinese, non sembrano sufficienti ad aprire un serio dibattito interno al PD milanese su una candidatura sempre più imbarazzante.

Il compagno Fiano, il compagno Lerner, il compagno Ovadia, figli borderline di Mosè, dovrebbero francamente vergognarsi di sostenere Sala: il marito della velata Abdallah ha definito tra l’altro  Israele “una truffa” e un “errore storico e politico.…

Pare dunque che la comunità ebraica milanese voti compatta per Parisi.

In conclusione- dicono  i rabbini nella sinagoga di via Guastalla, già in allarme-  Beppe Sala ha in lista una candidata la cui madre ha nel passato inneggiato a Hamas e alla jihad su Facebook, il cui marito ha  glorificato Hamas, la “resistenza”; il cui padre stringe la mano a Morsi, il leader dei Fratelli Musulmani egiziani. C’è da rabbrividire.

E il compagno Beppe? Per  Sala va bene così , anzi, ha  affermato: “a Milano abbiamo 70-80 mila musulmani e dobbiamo trovare le figure più adatte per dialogare” .

Per il candidato sindaco PD tutto è a posto:  “ Sumaya  viene dalla scuola del cardinal Martini”.

S’è mai visto il povero gesuita Martini  inneggiare ad Hamas? Pare sentirlo borbottare nella tomba: “ ma questo sindaco è pericoloso. Trova la figure piu’ adatte nei Fratelli Musulmani, setta sunnita integralista  finanziata dagli stati canaglia del Golfo. Ma come la prenderà l’Iran una moschea sunnita a Milano?”

Il pizzino con la favola di Sumaya al catechismo di Martini  gliel’ha forse passato Majorino, il suggeritore del compagno Beppe, lo Smemorato dell’Expo, dicono nel Pd in rivolta.

Ce ne sono di rumors contro il suggeritore Majorino.

“Giorni fa la Infazzolettata ha persino ritirato un premio  a Colonia nella sede di Milli Gorus, associazione islamica che in alcuni Paesi è inserita nella black list. Eppure Sala persiste: difende Sumaya, o il voto di scambio per taroccare le elezioni?” dicono i militanti ai banchetti.

«Sono tutte cose che si riferiscono al passato, io mi devo fidare della buona fede di Sumaya e di quello che sta facendo.”ha ribattuto Sala in diverse occasioni. Penoso.

“Traduzione: con i voti dei cinesi ho avuto un aiutino per le primarie, ora con i voti degli integralisti musulmani ungo anche la corsa a sindaco” spiega un radicale che nemmeno si sogna di votare come prescrive Gobbato.

 «Sala è superficiale – ribadisce pietosamente  e benevolmente  Parisi  – ed esserlo su questo è pericoloso, mi preoccupa. Sumaya è sostenuto dall’Islam politico». E il capogruppo uscente Fdi Riccardo De Corato?  Condivide: «Oggi sappiamo con che criterio Sala valuta i suoi collaboratori in un contesto delicato come quello dell’islam: si fida della buona fede. Tutta Milano dovrebbe dipendere dal sesto senso di Sala. Con questi criteri affiderà le moschee».

Intanto stanno arrivando (e quanti spiccioli nelle casse del Pd?) milioni di euro per finanziare 33 moschee italiane, centri culturali, case editrici, giornali (si parla del Fatto Quotidiano), organizzazioni sportive e giovanili. Non resta che buttarla sul ridere ( vedi il cartoon sul compagno Beppe , https://vimeo.com/162502030): ma , come  farebbe Totò,  meglio fare anche i doverosi  scongiuri.

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