Un allarme molto sinistro per Beppe Sala: la campagna elettorale non decolla

Milano

Milano 29 Aprile – Il comitato di Sala è in “sbattimento”, non sa più a che santo votarsi, la risposta dei milanesi non prelude la marcia trionfale sperata. Si sente nell’aria, nei sondaggi, nel nervosismo dello stesso Sala, dopo la sicurezza dei primi tempi. Il Pd è un po’ smarrito, dopo le ultime rivelazioni sulle infiltrazioni dei fratelli musulmani nel partito…insomma l’aria che tira suggerisce di porvi rimedio, subito, magari con nuove idee, nuovi slogan, qualsiasi cosa che possa dare slancio ad una corsa e a un candidato che sembra già bollito. Affari Italiani rivela “Non sono bastate due agenzie di comunicazione, e neppure le ore di formazione del consulente che collabora con Jim Messina: ora il comitato di Sala è in cerca di nuove idee per la campagna elettorale che stenta a decollare”. Si cercano “nuovi meccanismi efficaci per comunicare l’operazione di raccolta delle segnalazioni dei cittadini nei 40 quartieri, attraverso questionari: raccolta che troverà la sua sintesi il 7 maggio prossimo. Una chiamata alla militanza ovviamente a costo zero, per il comitato di Sala e per il pd. Risposte? Per ora non è dato saperlo”.

Slogan, idee che possano prefigurare una Milano che non c’è e avrebbe potuto esserci, se Pisapia non avesse dormito sugli allori di altri. La verità è che le richieste dei milanesi andavano ascoltate, che opere di recupero andavano messe in programma durante gli ultimi cinque anni. Perché gli slogan ad effetto sono la sintesi di sogni che questa amministrazione non ha realizzato, perchè oggi usare la parola continuità significa sposare l’ideologia dell’integrazione buonista, dell’immobilismo sulle grandi opere di cui ha bisogno la città, significa, infine,  avere una visione vessatoria delle tasse per far quadrare il bilancio e un modo di intendere il welfare a scapito dei milanesi.

Sala non decolla, soprattutto, perché quel processo di identificazione non c’è: troppe le anime, a sinistra, troppo ambigua e ondivaga la sua personalità. E Renzi dovrà farsene una ragione.

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