Bce: Draghi stupisce con tassi e QE3. “Misure stimolo a ripresa”

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Milano 11 Marzo – La Banca Centrale Europea ha tagliato il tasso principale di rifinanziamento al minimo storico dello 0,0%. Eurotower ha tagliato poi anche il tasso sui depositi bancari da -0,30% a -0,40%. Il tasso sui prestiti marginali scende allo 0,25%. La Bce porta da 60 ad 80 miliardi al mese l’acquisto di bond attraverso il Qe.  Anche i bond emessi dalle aziende non finanziarie potranno essere comprati dalla Bce attraverso il Qe, purchè abbiano rating a livelli di investimento.

La Bce ha tagliato le stime d’inflazione per l’Eurozona a 0,1%per quest’anno (da 1%) e a 1,3% per il 2017 (da 1,6%) formulando una previsione dell’1,6% per il 2018. Lo ha detto il presidente della Bce Mario Draghi.

Draghi, misure stimoleranno prestiti e ripresa  – Con il nuovo pacchetto di sei misure di stimolo monetario la Bce punta a “un ulteriore allentamento delle condizioni finanziarie, a stimolare il credito e rinforzare” la ripresa. Lo ha detto il presidente della Bce Mario Draghi.  La Bce ha alzato al 50% dal 33% il limite acquistabile di ciascuna singola emissione di bond attraverso il Quantitative easing.
La Bce si aspetta che i tassi rimangano ai livelli attuali “a lungo, e ben oltre l’orizzonte temporale degli acquisti” che sta conducendo nel Quantitative easing. Ha detto il presidente della Bce, dando un netto messaggio sulla ‘forward guidance’ dei tassi che i mercati aspettavano fortemente.
Nel nuovo pacchetto di quattro maxi-prestiti Tltro della Bce alle banche, gli istituti di credito pagheranno un tasso tanto più negativo (a partire dallo zero del tasso principale) quanto più faranno credito, ha spiegato Draghi.

Poi il presidente di Eurotower ha rassicurato sull’effetto dei tassi negativi sui bilanci bancari: “Non abbiamo introdotto un sistema a due velocità sui tassi dei depositi perché non abbiamo voluto dare il segnale che possiamo scendere quanto vogliamo”.

Quando discutiamo questi temi lo facciamo con in mente non un singolo Paese, ma l’intera Eurozona“. Lo ha detto Draghi rispondendo alla domanda se i maxi-prestiti Tltro fossero diretti in particolare ad aiutare le banche italiane.
“Siamo fiduciosi di raggiungere l’obiettivo di alzare gli acquisti a 80 miliardi al mese nell’orizzonte del programma” di Qe, esteso anche ai bond delle aziende non bancarie. Ha affermato il presidente della Bce rispondendo a chi gli chiedeva se temesse una ‘scarsita’ di obbligazioni acquistabili.

“Supermario is back”. E’ il commento più frequente fra i giornalisti e gli addetti ai lavori nella nuova sede della Bce dopo un pacchetto di nuove misure senza precedenti, in sei mosse, che appare decisamente sopra le attese dei mercati. A sorpresa (pochissimi lo avevano citato fra le possibilità) il consiglio direttivo guidato da Mario Draghi ha tagliato il tasso principale d’interesse, fermo da mesi a 0,05%, portandolo a zero dopo che era stato detto che il livello raggiunto fosse invalicabile. Scende anche il tasso sui prestiti marginali (a 0,25%). La seconda mossa è un taglio del tasso sui depositi a -0,40%, questo atteso dai mercati. Ma il quantitative easing, a partire da aprile, accelera decisamente dai 60 miliardi di titoli acquistati mensilmente a 80 miliardi: i mercati si aspettavano in media 70 o 75 miliardi. Altra mossa a sorpresa, di cui si parlava da tempo ma senza segnali concreti è che la Bce ora acquisterà anche bond delle aziende non bancarie purché abbiano un rating con livello d’investimento (cioè non speculativo). Infine, è la sesta mossa, la Bce da giugno lancia un pacchetto di quattro prestiti Tltro alle banche: presterà liquidità illimitata agli istituti che fanno credito all’economia. E per la prima volta il tasso su questi prestiti sarà non più il tasso principale ma il tasso sui depositi, quindi negativo: in pratica la Bce pagherà alle banche che ricevono un prestito un tasso dello 0,40%. (Ansa)

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