La Sormani compie 60 anni: visite guidate e nuovi servizi

Cultura e spettacolo

Milano 10 Marzo – Oggi la Biblioteca Comunale di Milano meglio conosciuta come “la Sormani”  compie 60 anni; dal giorno della sua inaugurazione – 10 marzo 1956 – è divenuta uno dei “luoghi del cuore” della città. Principale sede del sistema bibliotecario comunale, si occupa di tutti i campi del sapere; il suo catalogo conta circa 665.000 libri di carattere generale, con una prevalenza di testi nell’ambito delle scienze umanistiche, giuridiche e artistiche, a cui vanno aggiunti 20.125 periodici, 56.000 audiovisivi, 18.000 libri antichi, 12.000 manoscritti.

Per festeggiare questo anniversario, oltre a visite guidate con i bibliotecari a far da ‘ciceroni’, un intenso programma
sala del grechettodi letture, narrazioni, momenti musicali, attività anche per i bambini (prenotazione obbligatoria chiamando allo 02 88463373 o scrivendo a matteo.malinverno@comune.milano.it) posti solo per le visite di mercoledì 6 e sabato 9 aprile sempre alle 10.00; programma completo su www.turismo.milano.it/wps/portal/tur/it/ev) la Sormani inaugura due nuovi servizi al pubblico: il prestito di lettori ebook, 22 dispositivi a disposizione dei lettori con proposte editoriali diversificate scelte tra le ultime novità, e una postazione per scansionare, su prenotazione, le foto di famiglia per garantire una seconda vita (digitale) ai propri ricordi.

Corso Porta Vittoria 6 – numero verde 800-880066 – c.bibliocentrale@comune.milano.it – Accessibile ai disabili – Orari: lunedì/sabato 9-19.30 – orari differenziati per i singoli servizi
Mezzi pubblici: bus 54, 60, 73, 84, 94/ tram 12, 23, 27

Cenni storici: la Biblioteca Centrale, detta Civica, ebbe sede presso il Castello Sforzesco fino alla notte tra il 12 e il 13 agosto 1943 quando un bombardamento colpì il Castello e l’intero patrimonio librario venne distrutto dalle fiamme (300.000 volumi), tranne pochi libri in prestito e la sezione periodici. Dopo soli 45 giorni di forzata chiusura riaprì al pubblico e in meno di 4 anni il suo patrimonio raggiunse 75.000 volumi, grazie alle copiose donazioni dei milanesi. Al centro di questo imponente lavoro di ricostruzione un grande quanto modesto bibliotecario: Giovanni Bellini (1892-1986). Da lui partì la richiesta pressante di una nuova sede moderna e spaziosa, nel 1948 la decisione fu assunta: Palazzo Sormani. Anche nel trasloco la Biblioteca non chiuse i battenti un sol giorno: man mano che si chiudeva un settore al Castello veniva riaperto alla “Sormani”. L’inaugurazione ufficiale avvenne il 10 marzo 1956.

Un Palazzo prestigioso e antico. La costruzione risale al XVI secolo come testimonia una lapide nell’atrio d’ingresso che riporta le armi del Marchese Giambattista Castaldo, primo proprietario del palazzo e generale imperiale, che partecipò alla battaglia di Pavia e al sacco di Roma del 1527. Fu poi portato in dote alla famiglia dei Medici di Marignano, cui apparteneva Papa Pio IV, al secolo Giovanni Angelo Medici, fratello della madre di Carlo Borromeo, Margherita. Nel XVII secolo venne acquistato dal cardinale milanese Cesare Monti che diede incarico all’architetto egemone nella Milano del tempo, Francesco Maria Richini, di ristrutturarlo secondo i canoni del classicismo cinquecentesco romano diffuso all’epoca. Il cardinale lasciò il palazzo al nipote, Cesare Monti-Stampa, che lo ampliò dotando la costruzione di una nuova grande facciata prospiciente la piazza di Porta Tosa, opera di un architetto di fama per l’epoca: Francesco Croce, esponente di punta del nuovo gusto barocchetto, a cui si deve l’aggiunta della facciata su Largo Augusto, costituita da un corpo centrale sporgente raccordato alle facciate laterali da due angoli curvi, sui quali insistono due terrazze che si raccordano alla balconata centrale. La seconda facciata del palazzo è verso il parco della villa; realizzata dall’architetto Benedetto Alfieri (zio del poeta Vittorio Alfieri) si presenta articolata da grandi lesene di ordine composito gigante, che con la loro accentuata verticalità conferiscono slancio a tutto il prospetto. Nel 1783 la proprietà venne venduta al conte Giovanni Pietro Paolo Andreani, imparentato con la famiglia Sormani attraverso la moglie Cecilia, da cui il nome del palazzo di Sormani-Andreani. Il parco è opera tardo settecentesca di Leopold Pollack.

Nel 1930 il palazzo venne acquistato dal comune di Milano per collocarvi opere del museo cittadino, dovendo poi trasferirle a Palazzo Morando a seguito delle distruzioni avvenute durante la seconda guerra mondiale, che causarono la perdita della sala da ballo e di molte delle decorazioni pittoriche interne. Dal 1956 la ricostruzione verrà affidata all’architetto Arrigo Arrighetti, che erige su via della Guastalla una facciata dal rigido impianto razionalista che esalta nel contrasto la storica parte barocca.

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