Colonne di San Lorenzo, il suk dove regna il “terrore buonista” .

Milano

di  Claudio Bernieri

Milano 9 Marzo – La notte alle Colonne fa sempre più paura. Gli spacciatori di droga, soprattutto senegalesi,  impongono il coprifuoco ai bar della zona o a chi semplicemente vuole incontrare gli amici prima della pizza: la zona è diventato un suk pericoloso, ad alto rischio, popolato solo da ubriachi e drogati. Un mercato degli stupefacenti a luci spente, dato che il Comune ha pensato bene di spegnere le luminarie che rendevano sicura la piazza. Piazza? Siamo all’interno di un insigne monumento romano, che il popolo della notte, ormai trasformato in un circo vagante di spostati e ubriachi, lorda e opprime.colonne san lorenzo

La soluzione è una sola. Recintare il monumento. Lo chiedono gli imprenditori della notte che recentemente hanno firmato un esposto per chiedere più sicurezza. Ma la sicurezza arriverà solo recintando questa zona archeologica romana unica al mondo, come  richiede da tempo il parroco don Augusto, i parrocchiani, i comitati dei residenti, gli intellettuali a cui è cara la storia, come Massimo Cacciari, abitante  alle Colonne da anni .

Quattro anni fa, i comitati (Cittadella e Parco delle Basiliche) avevano consegnato al sindaco Pisapia un appello, firmato da mille residenti, chiedendo una recinzione delle Colonne. Chiusura alle 21. I commercianti erano colonned’accordo. Solo un noto pregiudicato, specializzato nella vendita di alcool da asporto da un bugigattolo senza servizi igienici, era contrario. Granelli e Sinistra e Libertà si opposero alla recinzione, asserendo che Milano doveva “esser aperta”. Come se il Duomo o il Colosseo  o  gli scavi di Pompei  o la Scala non dovessero più avere porte e cancelli, per ospitare il popolo degli aperitivi .

Ma col tempo il suk non è  restato  solo notturno. I tour operatori che  arrivano di giorno  vengono  continuamente disturbati da clochard ambulanti canterini… I clochard, i vagabondi, i cosìdetti artisti di strada tanto cari a Pisapia tracimano fin dentro la chiesa… i loro lazzi disturbano la quiete di una piazza unica al mondo…La zona anche di giorno è un caravanserraglio, un luna park di suoni indesiderati… e i turisti fuggono.. La musica assordante dei vu suonà tracima… e offende la zona monumentale, dove nacque il canto ambrosiano… Il monumento romano più famoso di Milano è ora un circo di periferia  che attira solo giocolieri, clown, giramondo…

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I clan dei senegalesi e dei nigeriani, visto il degrado,  si è  facilmente impossessato delle Colonne.  Le “ risorse” spacciano droga e hanno atteggiamenti aggressivi contro baristi, ristoratori, negozianti, clienti. Minacciano apertamente i residenti. Chi si oppone allo spaccio, viene minacciato dai picciotti africani, sotto l’occhio compiacente  dei balordi della sinistra antagonista che qui prospera, sniffa, si buca  e  si ubriaca. Come in via Emilio Gola. bonghi8Addirittura un barista che si è opposto allo spaccio, è stato denunciato da un pusher senegalese per percosse. Assistiamo a un vero  “terrore buonista”. Le rapine, i furti, le aggressioni  si susseguono  indisturbate ogni notte. La zona, ex luogo di passo della sinistra chic,  è ora sempre uno zoo lutulento  di punkabbestia, spacciatori africani, balordi psicopatici, satanisti, gorilla rossi, che non  vogliono né forze dell’ordine né luci né cancelli. La sottocultura della sinistra sbavante  li difende e impone questa  Pompei milanese:  e umilia e  offende Milano. Il suk della Colonne è una icona vivente  non solo dell’Invasione, ma dalla incapacità di Pisapia e del suo clone fotocopia Sala, con tutto il movidacaravanserraglio di poltronisti che lo circonda, di difendere (oltre il turismo, il commercio dei ristoranti e il sonno dei residenti)  la Bellezza.. Ormai pare  evidente  a tutti come  la sinistra sia  collassata, ormai incapace di concepire il bello, la cultura e di preservare le tradizioni.. Dalla Darsena alle Colonne al parco Sempione, la bellezza naufraga nel kitch rosso. Sotto il vestito della Balzani o la barbetta di Majorino, niente. Solo sottocultura da luna park, circo mediatico con contorno di  abbaianti nani.

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