Reddito di autonomia: al via i lavori in Regione Lombardia

Lombardia

Milano 8 Marzo – “Un aiuto concreto per anziani con pensione minima, giovani coppie e famiglie in difficoltà economiche, lavoratori esodati o inoccupati tra i 15 e i 29 anni di età. Queste le principali categorie di cittadini lombardi a cui si rivolgono gli strumenti che Regione Lombardia vuole mettere in campo attraverso il progetto di legge sul Sostegno al reddito”.

Ieri sera si sono ufficialmente chiusi i lavori del tavolo ristretto, coordinato dal Presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo, che aveva come obiettivo la predisposizione di una bozza di proposta di legge da trasmettere alle Commissioni. Erano presenti i capigruppo Massimiliano Romeo (Lega Nord), Stefano Bruno Galli (Lista Maroni) e Stefano Buffagni (M5S) e l’assessore regionale, Giulio Gallera. PD e Patto Civico hanno inviato una comunicazione per motivare l’assenza dal tavolo, riservandosi il confronto in Commissione.

“Il Pd e il Patto Civico non parteciperanno più al gruppo di lavoro per la scrittura della legge sul reddito di autonomia e si riservano di depositare proprie proposte”. Così hanno motivato l’assenza il capogruppo del Partito Democratico in Regione Enrico Brambilla e la consigliera del Patto Civico Silvia Fossati, entrambi fino ad oggi componenti del gruppo di lavoro.

“Il centrodestra faccia la sua proposta e noi in commissione la valuteremo, riservandoci di presentarne una nostra – dichiarano Brambilla e Fossati -. Con questo centrodestra, che da anni fa affogare la Regione Lombardia negli scandali, noi avremo a che fare solo nelle sedi preposte, che sono le commissioni e il Consiglio. Peraltro tutta la vicenda del redditodi autonomia si sta dimostrando una farsa, visto il rinforzarsi dell’asse Lega – M5S, già attivo dal via libera al referendum consultivo, e vista l’evanescenza della maggioranza, con Ncd critico e l’assessore Gallera, di Forza Italia, che annuncia nuove misure a prescindere dal progetto di legge consiliare. Quando e se arriveranno a formulare una proposta la discuteremo in commissione”.

L’articolo 2 della bozza di provvedimento prevede per i destinatari “anche criteri di residenzialità” da definire con i provvedimenti di Giunta. Tredici, in questo momento, gli articoli del provvedimento che ha come proprio manifesto programmatico “azioni di contrasto alle forme di povertà e di marginalità economica, al fine di superare le situazioni di esclusione o di esposizione al rischio di esclusione sociale dei singoli o delle famiglie e il recupero dell’autonomia dallo stato di bisogno”.

Le misure pensate intervengono in ambito sociale, assistenziale, sanitario (voucher, agevolazioni ed esenzioni, contributi), ma anche attraverso la formazione professionale e l’inserimento o re-inserimento lavorativo. La bozza di proposta di legge prevede la collaborazione di Regione, Comuni e soggetti del Terzo settore o di diritto privato.

E’ prevista la costituzione di un tavolo consultivo regionale per elaborare proposte ed esprimere pareri: sarà composto da tecnici regionali esperti in ambito sociale e lavorativo, dal Consiglieri delle competenti Commissioni consiliari, rappresentanti del Cal (Consiglio delle autonomie locali), Terzo settore e soggetti di diritto privato.

Principali destinatari delle misure di sostegno al reddito sono: nuclei familiari con figli a carico; nuclei familiari i cui componenti abbiano un’età superiore a sessantacinque anni, con reddito derivante esclusivamente da trattamento pensionistico minimo; nuclei familiari con al proprio interno soggetti maggiori di anni cinquanta, già unici percettori direddito, in stato di disoccupazione o inoccupazione; nuclei familiari con almeno un componente privo di occupazione lavorativa e privo di trattamento pensionistico (cd. “lavoratori esodati”) in forza degli effetti della riforma pensionistica operata dal d.l. 6 dicembre 2011, n. 201 “Decreto convertito, con modificazioni, in legge 22 dicembre 2011, n. 214 – Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici (Salva-Italia)”; giovani di età compresa tra i quindici ed i ventinove anni, non studenti e privi di occupazione, iscritti nell’elenco anagrafico dei lavoratori in cerca di occupazione presso i Centri per l’impiego per un periodo continuativo non inferiore ad un anno; nuclei familiari con al proprio interno soggetti di età compresa tra i trenta e i quarantanove anni, già unici percettori di reddito e occupati per un periodo non inferiore a cinque anni, che si trovano in stato di disoccupazione. Specifici criteri sono previsti in presenza di persone con disabilità.

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