Parisi e Sala: una proposta politica contro la confusione della sinistra

Milano Politica

Milano 29 Febbraio – Parisi e Sala: la partita tra i due manager entra ora nel vivo. Un recente sondaggio li ha posti in situazione di sostanziale parità, con un leggero svantaggio di Stefano Parisi rispetto a Giuseppe Sala. Risultato che molti non hanno esitato a giudicare un successo per il centrodestra, viste le grosse difficoltà in cui i giornaloni nazionali volevano vedere la coalizione alternativa al Pd.

La fiammata nei consensi che sembrava dovesse arrivare dalla candidatura del manager di Expo di fatto si sta rivelando sempre di più un falso mito. Il voto moderato, proprio perché è tale, non ha nessun obbligo morale di voto verso la sinistra buona e giusta a cui è abituata la base del Pd milanese, e con un candidato altrettanto moderato e ancora più concreto come Stefano Parisi, sta spostando l’ago della bilancia sempre di più verso la ritrovata unità del centrodestra.

Con un po’ di confusione: Parisi non fa che dichiarare quanto Sala sia molto più di destra di lui, salvo poi recuperare argomenti politici su cui i partiti di centrodestra si battono da anni. Sicurezza, controllo del territorio, più vigili sulle strade, ritorno dell’esercito, ma soprattutto pulizia e contrasto al degrado: tutti temi fondamentali per le periferie, e insieme di forte richiamo per l’elettorato moderato e non ideologico maggioritario a Milano.

Una proposta, quella di Parisi, che seppur richiama temi cari al riformismo, senza esitare ad andare contro l’”ansia” leghista per questi temi, si trova perfettamente a proprio agio nel centrodestra. Più complicato per Giuseppe Sala: sala-che-guevara-759778dopo mesi passati a parlare male del “modello Pisapia” inseguendo il voto del centro moderato, ha dovuto prestarsi a bizzarri teatrini per dimostrare la sua radicale natura di uomo del popolo convintamente consapevole delle necessità della lotta di classe. Di sinistra, insomma.

Ma tra magliette del Che e pugni alzati sta perdendo proprio la base moderata, quella residua dal successo di Expo e che avrebbe aderito al Partito della Nazione di ispirazione renziana. Un mercato di voti, per usare termini manageriali, che sta invece spostandosi verso la proposta di Stefano Parisi, con una sintesi consapevole, efficace e credibile tra tutte le anime del centrodestra.

Così se Sala alla Feltrinelli con Majorino non fa che ripetere che i soldi vanno redistribuiti ai poveri, Parisi ricorda che prima la ricchezza va creata. Se Sala si affretta a dichiarare e ad affermare i diritti degli immigrati, forte dell’appoggio della comunità cinese, Parisi ricorda che il rispetto delle regole che costituiscono la nostra cultura non può essere derogato. Se Sala parla solo di nuovi quartieri e nuova urbanizzazione nelle periferie, Parisi sottolinea l’importanza di ripartire da qui per ricreare socialità e coesione sociale.

comunali-ParisiIl valore di Parisi è la coerenza della propria proposta e della propria storia con il sistema di valori, cultura, ed esperienza amministrativa del centrodestra milanese. L’ex Ad di Expo invece è costretto a passare le giornate tra i salotti dei poteri economici e i circoli Arci, tra costruttori e comitati del No al consumo di suolo, tra cene pro-Israele e sinistra filo palestinese.

Si, proprio oggi i candidati sindaco Parisi, Sala e Passera saranno tra gli ospiti della cena di apertura della campagna di raccolta fondi 2016 organizzata dal “Keren Hayesod”, il braccio operativo della Agenzia Ebraica e del movimento sionista, che come scopo ha proprio l’aiuto del popolo ebraico nella sua permanenza in Israele. Tutto ciò contro cui la sinistra ha combattuto per anni, non solo Sel, che ancora oggi non ha confermato il sostegno a Beppe Sala, ma anche per buone fette di Pd.

Se per il centrodestra ora inizia un percorso coerente e chiaro di proposta territoriale verso la città e cittadini, per la sinistra si complica solo una difficile opera di equilibrio tra poteri forti, sinistra estrema e voto moderato, e nel tentativo di tenerli tutti insieme rischiano di perderli tutti e tre, aprendo uno spazio politico enorme per il centrodestra e per Parisi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.