La stangata fiscale dei Sindaci

Economia e Diritto

Milano 19 Febbraio – La stangata dei sindaci. Oggi (Ieri n.d.r.) la Confcommercio ha fornito  la radiografia su quanto pesano veramente le tasse sulle spalle di noi contribuenti. Viene fuori che la pressione fiscale non è al 43,% come dicono le statistiche ufficiali ma al 47%. Nel calcolo, infatti, vanno inserite anche le imposte locali che in vent’anni sono praticamente triplicate (+248%). È accaduto un fatto molto semplice: lo Stato centrale, nel tentativo di contenere le spese, ha tagliato i trasferimenti verso i comuni e le altre amministrazioni territoriali. Per tutta risposta i sindaci hanno incrementato le aliquote delle tasse esistenti o ne hanno inventato di nuove. Non a caso le tasse locali fra il 1995 e il 2015 sono passate da 30 a 103 miliardi con una crescita del 248%. Quelle centrali da 228 a 393 miliardi con un aumento del 72%.

La più stupefacente invenzione dei comuni è il ticket per attraversare le Zone a traffico limitato (Ztl) o Area C che dir si voglia. Il balzello è stato giustificato come un intervento anti-smog. In realtà è solo un modo per tirar su un po’ di soldi considerando che per entrare basta pagare. Per tacere del fatto che, in molti casi, pagano anche i residenti.

La furia tassatoria dei sindaci è diventata incontenibile a partire dal 2011, con l’arrivo di Mario Monti. Nel periodo 2011-2015 le imposte sugli immobili sono cresciute del 143% passando da 9,8 miliardi a 23,9 miliardi. Quest’anno ci sarà un taglio del 19% grazie alla riduzione sulla prima casa. Negli stessi cinque anni la tassa dei rifiuti è cresciuta del 50%. La corsa però non è finita e, secondo Confcommercio, quest’anno è destinata a diventare frenetica. le imposte sugli immobili e sui rifiuti cresceranno complessivamente dell’80% rispetto al 2011, passando da 15,4 a 27,8 miliardi. Una conferma che il 2016, a differenza di quanto il governo ama ripetere, sarà l’anno della grande stangata.

Blog Ernesto Preatoni

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