Raggomitolare il tempo vissuto, per dare un colore al tempo di oggi

Cultura e spettacolo Le storie di Nene

Milano 5 Febbraio – “Alcune persone hanno nel cuore uno spicchio di sole”  (Kerouac).

Attraversare la  vita a cercare e ancora cercare quello spicchio di sole per dare una ragione alle illusioni fallite, per dare un senso alle scelte sbagliate. E poi raggomitolare il tempo vissuto per dare un colore al tempo di oggi, per rivedere il mio lungo viaggio. Con l’ansia e lo stupore della scoperta di allora. Con l’emozione della conoscenza e quella vibrazione esaltante che era anima e carne, luogo e infinito.

Così, nel crepuscolo della mia vita,  la frenesia di riannodare le tappe, di rileggere, di riascoltare è come vivere una seconda vita, perché non ho più tanto tempo…perché “sempre galleggia la rosa, che amanti perduti ma intrepidi hanno gettato giù da ponti fatati a sanguinare nel mare, a inumidire le opere del sole per poi tornare di nuovo, tornare di nuovo…” Kerouac e i miei vent’anni. Là, al Parco Solari, i bambini a rincorrere i giochi, “Sulla strada” a svelarmi il gioco della vita e del lungo viaggio da fare “– Per andare dove, amico?– Non lo so, ma dobbiamo andare.” E sfogliare il tempo per riassaporare la forza rivoluzionaria di quel voler andare, di quel voler capire se stessi, di quel fermarsi  perché “Il mare non parlava per frasi ma per versi.” Ed essere protagonisti di una libertà che sapeva di sole e di infinito. Oggi “ Quella strada del passato si srotola confusamente di fianco a noi come se la tazza della vita si fosse rovesciata e ogni cosa fosse impazzita.” Ma anch’io, con la tenerezza e la consapevolezza della piccola Molly, dissi sì, mille volte sì , quel giorno e “”Dio mio dopo quel bacio così lungo non avevo più fiato si disse che ero un fior di montagna si siamo tutti fiori allora un corpo di donna si è stata una delle poche cose giuste che ha detto in vita sua e il sole splende per te oggi si perciò mi piacque si perché vidi che capiva o almeno sentiva cos’è una donna” (Joyce). E scrissi, sì,  mille pagine per dire sì ad una nuova libertà d’espressione  che fosse cuore e carne, dolcezza e dolore, al di là degli schemi. Una scrittura ubriaca, una scrittura di sangue.

E volai con Chagall nell’immaginario dell’amore perfetto, nell’impeto di uno slancio passionale, rosa e blu, come le promesse più ardite, come la danza più leggiadra nel cielo. E ancora ascolto il sussulto di un desiderio inespresso che parli d’amore e di vita.

No woman no cry, sussurra ancora Bob Marley. Come sempre, da sempre “No donna, non piangere / osservando gli ipocriti / mescolarsi alle brave persone che si incontrano / abbiamo buoni amici / Oh buoni amici abbiamo perso lungo la strada / Con questo futuro grandioso non puoi dimenticare / il tuo passato”

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