Sala si rifa il look, ma nasconde ancora i veri dati di Expo

Milano

Milano 4 Gennaio – Partenza in quarta per la campagna elettorale di Giuseppe Sala. Il supercommissario di Expo, dopo aver sciolto le riserve sulla sua candidatura alle primarie del centrosinistra, non passa giorno che non si comporti come se ne fosse già l’effettivo vincitore. E parte dal cavallo di battaglia della precedente campagna elettorale che ha portato Giuliano Pisapia a vincere le elezioni: l’immagine.

Ieri prima un giro nelle case popolari del quartiere Mazzini in piazzale Corvetto, con l’assessore ai Lavori Pubblici Carmela Rozza. Sfoggiando un’inedita mise casual ha incontrato alcuni cittadini amici della popolarissima assessore, riportando tutte le foto della “gita” sulla sua pagina Facebook.

In seguito ha ripreso il suo consueto aspetto austero di manager pubblico in giacca e cravatta su SkyTg24, rilasciando un’intervista a Maria Latella. Qui ha cercato di mostrare a tutti una sua presunta carta d’identità di sinistra. La “cosa più di sinistra” fatta finora da Giuseppe Sala è stata “creare tanto tanto lavoro”: avere “come me creato tanto lavoro e con regole precise, dando opportunità ai giovani, questa è una cosa di sinistra”. Mariastella Gelmini, coordinatrice di FI, gli ha risposto a stretto giro: “allora il più pericoloso uomo di sinistra nel nostro Paese è Silvio Berlusconi”.

Si è detto anche favorevole alle unioni civili aperte agli omosessuali, come se fosse di competenza del sindaco stabilirle, ricadendo nello stesso errore del suo potenziale futuro predecessore sulla poltrona di sindaco. Su questo subito il suo avversario, di sinistra da più tempo di lui, ha subito rilanciato: “Vorrei nella mia Giunta un assessore espressione diretta del movimento Lgbt, una persona omosessuale (uomo o donna che sia) capace di raccontare la propria e la nostra idea di città anche a partire dalla propria biografia, dalla propria fatica, dalle proprie lotte”. E subito la consigliere comunale Pd Rosaria Iardino, delegata alle pari opportunità per la Città Metropolitana, si è prenotata: “Io mi rendo disponibile a fare l’assessore”.

Il commissario Expo ha anche dichiarato che in caso di vittoria il suo vicesindaco sarà una donna, ha precisato che a Roma ci è andato sulla seconda classe di un frecciarossa, si è detto contrario all’ampliamento di AreaC come il suo amico Corrado Passera e diversamente dalla sua “compagna” di partito Francesca Balzani, ha deciso che dopo la sua vittoria il centrodestra candiderà Sallusti che verrà inesorabilmente battuto dallo stravolgente successo di Expo che lui rappresenta. Si è anche detto incorruttibile al 100%.

Intanto il grande, puro ed efficientissimo manager non ha ancora reso pubblici i conti di Expo. Nonostante le continue voci di più o meno grandi buchi nel bilancio, di numeri molto più bassi di quelli finora divulgati, e ancora non c’è nulla di chiaro e certo sul dopo-Expo, rischiando che questa grande esperienza rimanga confinata solo ai sei mesi del 2015. Un’occasione sprecata per Milano.

Tutti nodi che rischiano di venire al pettine con il quale Giuseppe Sala sta cercando di rifarsi un’immagine. E non basterà guidare la slitta di Babbo Natale per convincere i milanesi ad ignorarli.

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