Smog e sinistra: storia di un divorzio annunciato

Milano

Milano 21 Dicembre – L’emergenza smog continua: ci si avvia verso il mese di superamento della soglia di sicurezza del Pm10 in città. Le misure antismog non hanno sortito l’effetto sperato, e sembra che l’unica soluzione sia l’arrivo di un cambiamento climatico questa settimana. Complici anche i due scioperi del trasporto pubblico di settimana scorsa, che hanno costretto molti pendolari a recuperare l’auto.

Sciopero che ha fatto imbufalire il nostro sindaco Pisapia, che tanto si è speso per trovare soluzioni piacevoli per depurare l’aria, quali gli sconti sui biglietti atm. Certo però non si capisce il perché un punto fondamentale della lotta allo smog propugnato da questo giunta non venga in questo caso applicato: il blocco totale delle auto e le “domeniche a piedi”, proclamate invece a spot nei primi anni di giunta.

Facile pensare che, in periodo natalizio, il blocco totale delle auto potrebbe portare un calo dei consumi per i commercianti, e disagi per l’aumentata necessità di spostamenti dei cittadini. E nell’ultimo Natale prima delle elezioni non è proprio il caso di inimicarsi mezza città per una misura pseudo-educativa.

E non ha funzionato neanche Area C, principale strumento di propaganda anch’esso dei primi anni di giunta. Diminuirà il Black Carbon, il principale inquinante dell’aria, ci raccontavano. Non vedo neanche le danze della pioggia con cui gli antesignani degli arancioni “canzonavano” il sindaco Moratti per la sua inerzia nel contrastare lo smog in città.

Ma non voglio cadere anch’io in questi giochini politici, non è colpa certo dell’amministrazione comunale se l’inquinamento riguarda tutta la pianura padana: tra le città più inquinate (anche di Milano) sono segnalate anche Cantù e Como, oltre che, più in là, Torino.

Voglio però smascherare come tutto ciò detto e fatto dalla sinistra sullo smog fosse servo di un puro meccanismo politico-ideologico per creare consenso. Solo questo. Ora Francesca Balzani dichiara, nelle sue passerelle sui giornali della sinistra chic per sponsorizzare la propria candidatura alle primarie, che come priorità nel suo programma inserirà le misure anti-smog.

Ma, cara Balzani, sei vicesindaco uscente: come mai finora non le hai già applicate? La riproposizione di quel meccanismo di consenso basato sull’inquinamento atmosferico non può evitare questa semplice e ingenua domanda. E dimostrare tutto il suo fallimento politico.

Gabriele Legramandi

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