Da cent’anni Edith Piaf graffia la vita del mondo

Cultura e spettacolo

Milano 20 Dicembre – Cantare per vivere e non morire. Cantare l’amore paradigma di gioia e dolore, gli occhi divorati da una febbre di desideri, le mani aguzze di artrite spesso nascoste dietro la schiena, il corpo fragile e scarno, la maschera tragica di un viso bistrato di nero e la voce. Una voce impastata di sangue, carne, polvere, sensualità, disperazione, forza. Perché nella strada era nata, sui marciapiedi di Belleville e dalla strada aveva imparato la vita, la fierezza, l’orgoglio.

Edith-Piaf-getty-511x309Con la volontà di sbranare il tempo, con la determinazione di una figlia del popolo, con l’ansia struggente di un riscatto da perseguire.

Edith Piaf avrebbe cent’anni, ma la sua voce è immortale

E mai nessuna altra voce ha graffiato le emozioni con tanta verità, sofferenza e sensibilità.  Regina e popolana, icona di un mondo intellettuale e mito della gente comune, figlia di una Francia decadente, dopo la seconda guerra mondiale, che non sapeva accettare la fine di una grandeur tramontata, a cui ha dedicato la speranza di una vita en rose. E ha attraversato contraddizioni e miserie, incontrando l’amore, gustando l’amore, cantando l’amore. Con la frenesia della scoperta, con la voracità del sesso, con l’abbandono del cuore. Perché “.. la terra può anche sprofondare /se tu m’ami, poco m’ importa /Me ne frego del mondo intero /Finché l’amore inonderà i miei risvegli /Finché il mio corpo fremerà sotto le tue mani /Poco m’ importa dei problemi”

cerdan-piafE’ morta stroncata dal cancro al pancreas, dall’alcol e dai farmaci, dopo aver dedicato il suo ultimo concerto al grande amore della sua vita Marcel Cerdan. Senza rimpianti, la sfida negli occhi, lo strazio nell’anima.

Ha detto Cocteau “Ed ecco che canta, o meglio, come l’usignolo di aprile prova il suo canto d’amore. E soffre. Esita. Si schiarisce. Si strozza. Si lancia e cade. E d’improvviso, trova la sua strada. Vocalizza. Sconvolge».

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