Bilancio 2016: un irresponsabile salasso pre-elettorale

Milano

Milano 18 Dicembre – Più si prosegue nell’analisi del bilancio di previsione 2016, più emergono dati inquietanti spacciati come successi. Nel complesso, appare sempre di più come il colpo di reni di una giunta che ha ben compreso la situazione di rischio delle loro poltrone in vista delle elezioni 2016, e tenta l’ultima volata scaricando le responsabilità alla giunta che verrà.

Ieri l’assessore al Bilancio, vicesindaco, ed erede di Pisapia alle prossime primarie del centrosinistra Francesca Balzani, ha annunciato a tutta l’urbe la riduzione del 2% della Tari a carico delle famiglie per il 2016. Cala anche per le utenze non domestiche, con riduzioni che variano dallo 0,3 per le autorimesse al 9,5 per alberghi con ristorante, pasticcerie e bar. A determinare il taglio, la minore produzione di rifiuti registrata nel 2015 rispetto al previsto, soprattutto da parte dei turisti che hanno frequentato la citta’ e i suoi esercizi commerciali nell’anno di Expo. Un totale di 8,5 milioni risparmiati, che ammortizzerebbero il costo sulle famiglie.

Tutto bene e tutto bello, se non fosse che il governo Renzi, dello stesso partito della Balzani e della maggioranza degli assessori in giunta, abbia deciso di abolire un’altra tassa, la Tasi, che pesa sul bilancio 2016 per 209 milioni di euro. A tale entità potrebbe ammontare il buco di bilancio che si ritroverà la nuova giunta, rendendo la diminuzione della Tari tranquillamente nulla, andando a pesare come al solito sulle tasche dei milanesi.

Un rischio simile era già stato corso con la questione Imu, nel bilancio 2013, quando la giunta si ritrovò improvvisamente un buco di 400 milioni proprio a causa del mancato rimborso governativo su cui i nostri assessori avevano fatto irresponsabilmente affidamento. Ma proseguiamo.

Le entrate nel 2010, epoca Moratti, ammontavano a 631 milioni complessivi. Nel bilancio 2015 sono più che raddoppiate: 1.349 milioni. Stando alla narrazione della sinistra, il Comune ha però sofferto di un calo gravissimo di fondi trasferiti da Stato e Regione, fatto sulla base del quale non c’è riunione dove i nostri assessori non lamentino la scarsità di fondi. Facendo però i conti, rispetto al 2010, i trasferimenti sono calati solo di 288 milioni, lasciando un valore positivo netto di 718 milioni di entrate.

In queste cifre vanno calcolati i 135 milioni di euro di entrate derivanti da sanzioni stradali, diventati voce portante del bilancio comunale al pari di una tassa. E parimenti cresce a spesa: nel 2016 è stata prevista una spesa di 3 miliardi, contro i 2 miliardi e 250 milioni del 2010. Un aumento di ben 750 milioni. In tutto questo conteggio, fatico a trovare un milanese che mi sappia citare opere meritevoli di questa giunta, oltre il taglio di nastri di opere volute e progettate dal centrodestra (M5, Porta Nuova, Portello, Citylife, Darsena, Expo ecc.).

C’è poco di cui vantarsi, quindi. E pensare che per fare questi bilanci la nostra giunta ha nominato assessore una parlamentare europea originaria di Genova, e ora il nostro sindaco la candida e sponsorizza anche alle primarie. Per quanto si stinga in arancione, o si nasconda dietro manager pubblici, rimarrà ora come sempre la solita sinistra delle tasse e della spesa pubblica inutile.

Gabriele Legramandi

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