Natale: chi difende davvero le nostre radici?

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Milano 28 Novembre – Fa discutere la decisione del preside della scuola di Rozzano, l’Istituto Scolastico Comprensivo Garofani, che tra primaria e secondaria conta più di 1.000 iscritti. Secondo il preside: “Natale è una festa per tutti. Anche per i bambini che appartengono a culture e religioni diverse da quella cattolica. preside RozzanoPer questo motivo, mi rifiuto con fermezza di organizzare la festa di Natale a tema religioso e per lo stesso motivo nelle nostre scuole non esponiamo il presepe ma degli addobbi creati dagli stessi bambini. E non abbiamo e non vogliamo i crocifissi in aula. La scuola deve essere laica sempre”.

Le proteste sono arrivate dal centrodestra: “Cancellare le tradizioni è un favore ai terroristi” ha detto Salvini, “Chiedo l’intervento del Prefetto, in qualità di massima autorità di governo qui, e del direttore dell’Ufficio scolastico provinciale, che non può far passare sotto silenzio una cosa del genere” ha detto Riccardo De Corato, “Togliere il crocefisso e cancellare il Natale è la vera provocazione” commenta invece Claudio Pedrazzini di Forza Italia.

Fa discutere inoltre che il preside attore di questa azione fosse già stato candidato sindaco del Movimento 5 Stelle a Rozzano, e l’azione per questo ha assunto ancora maggiore valenza politica. In un momento come questo che un partito politico sostenga l’annullamento delle proprie tradizioni è visto come contrario all’integrazione che si vuole realizzare nel nostro paese.

E non solo da destra, anche la consigliere comunale milanese del Pd Rosaria Iardino, paladina del laicismo e riferimento per la comunità LGBT milanese, protesta contro questa decisione: “Non è rimuovendo un crocifisso o annullando un concerto di Natale che si fa integrazione e si rispettano i diritti degli altri. Al contrario una comunità… ogni comunità, deve avere facoltà di celebrare le proprie feste e i propri santi. Non è vietando che si migliora la convivenza tra le persone”.

bianco_inverno2014Certo però non è l’unico caso: anche il Comune di Milano negli ultimi anni organizza iniziative per il “BiancoInverno”, non per il Natale, oppure quando per Expo la Veneranda Fabbrica del Duomo offrì di posizionare la riproduzione della Madonnina in piazza del Palazzo Reale, arrivò presto il rifiuto del sindaco in nome della laicità. Per non parlare dei crocefissi, che sempre hanno dato fastidio a tutta la sinistra.

L’incomprensione del significato della parola laico, quindi, non è nuova, come non è nuova quest’ultima iniziativa a Rozzano. Il fastidio per la Chiesa e la religione cattolica si è trasformato spesso nella volontà di negarne simboli e tradizioni, e nel far finta di non vedere il radicalismo presente in alcune frange dell’Islam milanese.

Possiamo augurarci, senza troppo sperare, che il cambio di rotta della sinistra sia più pervasivo di questa singola reazione. Anche se la possibilità di una moderazione nella sinistra a Milano sta già tramontando, coi malumori reciproci tra Sala e la sinistra storica, stretta attorno di nuovo a Giuliano Pisapia. La risposta è da cercare in altre parti politiche.

Gabriele Legramandi

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