Si farà la mostra che umilia Cristo e omaggia l’islam

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Milano 6 Novembre – Scherza con i santi tuoi e lascia stare quelli altrui, soprattutto se hanno fedeli pericolosi e vendicativi. È la legge implicita che anima la satira e l’arte nostrane, sempre pronte a dileggiare il cristianesimo e attente a non offendere, anzi a omaggiare (prostrandosi, va da sé, in direzione della Mecca) l’islam.

Si inserisce in questo filone più che mai politicamente corretto, che pure si vuole trasgressivo, anche la rassegna fotografica Photolux Festival di Lucca (dal 21 novembre al 13 dicembre), giunta alla sua seconda edizione, che quest’anno vorrebbe scandalizzare i visitatori con un percorso di immagini su “Sacro e Profano”. Ma guarda caso, a essere oggetto di sarcasmo, scherno e piscio (in senso letterale) sono i simboli e i protagonisti della nostra fede, dal Cristo alla Madonna, mentre verso la religione musulmana si nutre una forma sacra (è il caso di dire) di rispetto, che sfiora la piaggeria o addirittura la distorsione della realtà.

Per intenderci, la rassegna accoglierà le opere dell’artista Andres Serrano, tra cui il famoso Piss Christ (letteralmente “Cristo di Piscio”) del 1987, una fotografia blasfema che ritrae un piccolo crocifisso immerso in un bicchiere di plastica contenente l’urina dell’autore. Insomma, dall’orazione all’urina, dalla pietas alla pipì. La stessa riduzione dell’immateriale divino al liquido corporeo riappare poi in Milk Cross, dove una croce bianca figura intinta in un contenitore pieno di sangue.

L’intento dissacrante e provocatorio prosegue con gli scatti di Serrano contenuti nella raccolta Holy works, in cui appare una sorta di Cristo-donna con la corona di spine, per non parlare della rivisitazione in chiave femminile della storia di Gesù nelle fotografie di Bettina Rheims presenti in “INRI”, che raffigurano la Passione di una donna-Cristo crocifissa (come a dire che il Figlio di Dio era una Figlia) e poi una Madonna sensuale con una scollatura profondissima…

Se questo è il quadro generale relativo al cristianesimo, molto più docile e accondiscendente è l’atteggiamento nei confronti delle altre religioni, in particolare dell’islam. I contenuti di “Hidden Islam” di Nicolò Degiorgis, ad esempio, mostrano la devozione dei musulmani del nord-Est d’Italia, «nuovi italiani che si ritagliano spazi di libertà in un paese ostile» (cit. Huffington Post), costretti loro malgrado a pregare in posti di fortuna, come palestre, container e magazzini dismessi e impossibilitati ad avere un proprio luogo di culto riconosciuto, come pure loro spetterebbe. Allo stesso modo “Nous sommes français et musulmans” di France Keyser mette in luce la perfetta integrazione dei musulmani francesi, rappresentando scene di vita quotidiana pienamente «conciliabili con il credo religioso islamico», forse dimenticandosi delle stragi avvenute non più di dieci mesi fa a Parigi nella sede di Charlie Hebdo.

È appunto lo strabismo filo-islamico e anti-occidentale tipico ormai della nostra cultura, di cui si fanno complici in questo caso anche il ministero dei Beni culturali di Franceschini, che infatti patrocina il Festival, o altri enti guidati da giunte di centrosinistra come il Comune e la Provincia di Lucca, che da partner istituzionali contribuiscono economicamente all’evento.

Niente di che meravigliarsi, nel nostro Paese masochista. Sorprende piuttosto il titolo. Anziché “Sacro e Profano”,  la rassegna avrebbe dovuto chiamarsi infatti “Blasfemo (verso Cristo) e Ossequioso (verso Maometto)”.

Gianluca Veneziani (L’Intraprendente)

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