L’ANPI chiama, la sinistra risponde: scontro interno su Servello (ex MSI) al Famedio

Milano

Milano 4 Novembre – Ancora un litigio a sinistra, sull’iscrizione di Franco Servello al Famedio di Milano. Consigliere Comunale a Milano, poi deputato e senatore, fu l’anima storica del MSI a Milano, fino alla sua morte il 14 agosto 2014. Il riconoscimento al merito del suo operato gli era già stato riconosciuto nel 2006 con l’Ambrogino d’Oro del Comune di Milano e con la nomina a Grand’Ufficiale della Repubblica.servello-2 (1)

Il contributo dato a Milano e alla Patria è quindi oggettivo e ampiamente riconosciuto. La proposta di De Corato sulla sua iscrizione al famedio è stata votata all’unanimità dal Consiglio Comunale. A cambiare la verità e il giudizio è arrivato un comunicato congiunto di ANPI e ANED (associazione degli ex-deportati nei campi nazisti), che annunciavano la loro assenza alla cerimonia di scoprimento delle lapidi in polemica proprio con l’inserimento di Franco Servello.

La ragione? Secondo l’ANPI “Servello non ha mai rinnegato il suo passato e le sue nostalgie fasciste”, quindi: “Consideriamo questo atto gravemente contraddittorio con la dichiarata sensibilità espressa dall’Amministrazione Comunale che, tra le priorità inserite nel suo programma di governo, ha posto il valore dell’antifascismo”.

Una tale accusa da parte dell’ANPI a un’amministrazione di sinistra equivale quasi a una scomunica, e così le più alte cariche del Comune sono corse ai ripari tentando di rassicurare i militanti dell’antifascismo. Basilio Rizzo, presidente del Consiglio Comunale e officiante la cerimonia dello scoprimento delle lapidi, ha chiarito così: “Non posso tacere il mio dispiacere per l’assenza delle associazioni partigiane. Una scelta che capisco e rispetto: se si teme che siano messi in discussione i nostri valori fondamentali e occorre ribadirli, io posso solo ringraziare, ma onestamente non penso che ci sia quel rischio”.

“Nessun revisionismo è possibile – ha continuato Rizzo nel suo discorso alla cerimonia – nessuna equiparazione fra chi è stato dalla parte giusta e chi è stato, pur con coerenza e convinzione, dalla parte sbagliata”. Anche il sindaco Giuliano Pisapia ha commentato la vicenda prendendo le distanze: “Avevamo valori diversi ed esperienze diverse. Tutti lo sanno, non c’è bisogno di dirlo”.

È intervenuto anche il deputato di Fratelli d’Italia Ignazio La Russa, militante negli stessi partiti e nella stessa città di Franco Servello: “Noi alle polemiche sulla memoria dei defunti non partecipiamo e neanche rispondiamo. Servello, se è qui votato all’unanimità su proposta di De Corato dalla commissione comunale, un motivo ci sarà. E il motivo è che è una persona onesta, che con coerenza ha difeso Milano e l’Italia in tutti gli anni del suo impegno politico”.

Questo scontro dimostra come la maggioranza che amministra ora Milano sia invischiata ancora in ideologie vetuste, di cui ormai è rimasto solo il guscio di retorica e oratoria, preteso monopolio dell’ANPI. Se lo ricordi in questi giorni il manager moderato e di centrodestra Giuseppe Sala.

Gabriele Legramandi

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