Sala sempre più vicino alla candidatura a sinistra: ma i partiti sono pronti?

Milano

Milano 1 Novembre – “Il mio nel cda di Cassa depositi e prestiti è un ruolo da consigliere che può lasciare aperto assolutamente tutto”. Sono bastate queste poche parole di Giuseppe Sala, Commissario Unico di Expo e recentemente nominato consigliere alla Cdp, a far capire che la sua candidatura a sindaco di Milano col centrosinistra è sempre più vicina.

A queste ne ha aggiunte altre, ben meno caute rispetto a quanto ci aveva abituato: “Rilancerò il mio impegno con ancora più energia – ha spiegato parlando del post evento – per dimostrare cosa sarà qui sul sito nella fase di ‘dismantling’. Mi impegnerò fino all’ultimo giorno. Ma è chiaro che l’ultimo giorno coinciderà con la fine di dicembre e su questo non cambio idea”.  A queste ne ha aggiunte altre ancora più significative: parlando della questione “capitale morale” sollevata da Raffaele Cantone ha dichiarato che “Non è una questione di dualismo, però Milano ha tirato su molto la testa in questi anni. Da questo punto di vista devo dire che l’opera del sindaco Pisapia è stata un’opera veramente straordinaria”.

Sorpresa, ma non troppo, la reazione dei partiti di centrodestra: “Sorprende, ma non troppo – dichiara la coordinatrice regionale di Forza Italia Mariastella Gelmini – l’apprezzamento di Giuseppe Sala al sindaco dimissionario Giuliano Pisapia. Cosa ci vuol dire il commissario unico nonché membro del Cda di Cassa Depositi e Prestiti? Che si candida a sindaco di Milano con la benedizione di Sel, Renzi e Pisapia? Suggeriamo, per il decoro delle istituzioni, di lasciar chiudere l’Esposizione universale al presidente Mattarella, almeno”.

Anche Riccardo De Corato, di Fratelli d’Italia, non si fa cogliere impreparato: “Sala si candiderà col centrosinistra? Nessun dramma, anzi, la sua candidatura avrà come unico risultato quello di dividere la loro coalizione. Dubito fortemente che Sel lo accetterebbe a cuor leggero, così come la sinistra radicale e anche alcune frange del Pd. Si potrebbe creare anche da noi il “modello Liguria” che ha fatto molto male al centrosinistra! Per ragionare sul candidato del centrodestra, invece, non c’è fretta, c’è tempo. Ricordo che Albertini si candidò tre mesi prima delle elezioni e la prima Moratti scese in campo cinque mesi prima: vinsero entrambi”.

Il messaggio effettivamente è forte. Si delinea una trama ben precisa, che sistemerebbe al proprio posto tutti i protagonisti. Il sindaco uscente Giuliano Pisapia è stato più volte nominato come possibile federatore della sinistra: la credibilità guadagnata vincendo prima le primarie poi le elezioni comunali a Milano darebbero buone speranze di consenso a una coalizione da lui guidata o sostenuta. Inoltre, la vicinanza di lunga data con Matteo Renzi, e rinsaldata in diversi incontri recenti, potrebbe vederlo entrare nella compagine di maggioranza, in crisi di consensi e di identità, magari con l’aspirazione di guidare il Ministero della Giustizia, ruolo certamente congeniale all’avvocato e giurista Pisapia.

Da questa comunione di intenti potrebbe discendere l’appoggio a Sala, utile a Renzi per riguadagnare Milano escludendo anche da qui la sinistra interna del PD. Per questo serve una persona affidabile, concreta e credibile come Giuseppe Sala, che restituirebbe al PD quell’immagine moderata e nuova utile al presidente Renzi. Il padre di Expo, con l’appoggio di Renzi e Pisapia, avrebbe effettivamente ottime chance di vincere, in caso contrario rimarrà comunque “a disposizione” della patria, e in posizione di rilievo, dall’alto del cda della banca di stato, Cassa depositi e prestiti. E qui il cerchio si chiude.

Certo sono ipotesi, seppur argomentate, e non fanno conto con la realtà dei due partiti in discussione. Il Pd, che mai rinuncerà alle primarie con facilità e la cui sinistra mal digerirebbe il sostegno forzato a un manager della finanza, per non parlare di tutte le correnti interne che non potrebbero più far valere il consenso personale costruito in cinque anni di propaganda. Lo stesso vale per Sel: cosa racconteranno alla platea di centri sociali, circoli e sezioni che li hanno sostenuti in lotta contro il capitale? E l’affacciarsi di Pippo Civati da Monza (o Roma?) non favorisce certo l’armonia interna, con il concretizzarsi dell’ipotesi di scissione.

Il trio Renzi-Sala-Pisapia si sta muovendo su terreni scivolosi, ma almeno viene a delinearsi un avversario per il centrodestra. La debolezza nei partiti di Sala si scontra col suo alto potenziale di consenso personale. Non ci resta che attendere la reazione dei dirigenti politici di centrodestra, sulla base di questi elementi.

Gabriele Legramandi

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