La Lombardia dice stop alle false cooperative. Ora anche il Governo deve agire.

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Milano 29 Ottobre – Regione Lombardia, sempre attenta e vigile nell’interesse dei cittadini e contro ogni forma di sopruso, dice stop alle false Cooperative, pur riconoscendo il contributo sociale delle cooperative per così dire “sane” e ispirate da finalità di soccorso e di condivisione.

«In Lombardia ci sono oltre 4300 cooperative, i soci sono circa 2 milioni. Una realtà fondamentale per lo sviluppo del nostro territorio che merita attenzione ma anche controlli severi. Tutti ricordiamo bene cosa è successo a Roma con lo scandalo di Mafia Capitale: un sistema malato di cooperative che si dividevano appalti e affari milionari», dichiara il Presidente del gruppo Forza Italia in Regione Lombardia Claudio Pedrazzini dopo il voto dell’Aula del Consiglio regionale sul progetto di legge sulla cooperazione in Lombardia e sulla proposta di legge al Parlamento per il contrasto alle false cooperative.

«La legge approvata oggi – sottolinea Pedrazzini –, unita alla proposta di legge al Parlamento della quale sono uno dei firmatari, consentirà di mettere ordine nell’intero sistema. Devono essere eliminate le false cooperative che eludono i controlli vivendo in una condizione di opacità intollerabile, perseguendo finalità legate esclusivamente al profitto. La proposta di legge che abbiamo elaborato darà un contributo decisivo in questo settore, il governo Renzi non può rimanere inerte su questo tema.  Al contempo vanno salvaguardate e sostenute le cooperative che rispettano pienamente i principi mutualistici. Il “vero” sistema cooperativo ha una funzione sociale fondamentale che la Regione vuole salvaguardare e potenziare».

«In un momento di crisi come quello che stiamo attraversando – conclude il Presidente azzurro –, il sistema cooperativo può rivelarsi fondamentale nel sostegno alle persone in difficoltà come i soggetti svantaggiati, i disabili, i cinquantenni esclusi dal mercato del lavoro. La nuova legge prevede di destinare una riserva pari almeno al 5% degli affidamenti a terzi di beni e servizi da parte della Regione, degli Enti del Sireg e delle aziende sanitarie e ospedaliere, alle cooperative sociali di inserimento lavorativo».

Milano Post

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