The Martian – Il Sopravvissuto (2015) di Ridley Scott

Cultura e spettacolo

Milano 20 Ottobre – Se con Gravity di Alfonso Cuaron (2013) era cambiato il modo di considerare e rappresentare lo spazio e con Interstellar (di Christopher Nolan) eravamo andati incontro ad una visione filosofica dell’universo, con The Martian siamo catapultati in una storia dai tratti narrativi sicuramente più semplici e meno complessi.
Dopo l’alquanto deludente Exodus il regista britannico torna sul grande schermo con una pellicola modesta capace di intrattenere il grande pubblico.
Un film che non può che rimanda la memoria a pellicole precedenti sul pianeta rosso (da Mission to Mars ad Apollo 13 con Tom Hanks); Scott segue la scia di prodotti americani sul rapporto uomo/universo facendoci vestire i panni di un uomo (Matt Damon, Oscar alla sceneggiatura originale con Ben Affleck per Will Hunting – Genio Ribelle) costretto a sopravvivere su Marte, dove sembrava, agli occhi dei compagni della missione Ares 3 e degli alti vertici della NASA, aver perso la vita.
Quello che viene meno nella pellicola è quella drammaticità tipica delle opere precedenti e capace di tenere alta la tensione.
Con The Martian siamo di fronte ad un protagonista sornione, ottimista e con una serenità di fondo che lascia spazio all’inverosimile.
Tratto dal romanzo di Andy Weir il film si pone come proseguo di quella tradizione sci-fi che ha visto un cambio generazionale con il film di Cuaron; tra gli interpreti, oltre al protagonista della trilogia di Jason Bourne, anche Jessica Chastain (vista in The Tree of Lifeal fianco di Brad Pitt), Jeff Daniels (da ricordare al fianco di Clint Eastwood in Debito di Sangue) e Sean Bean (Boromir ne Il Signore degli Anelli – La compagnia dell’anello).
Già con Prometheus il regista aveva tentato un ritorno alle origini fantascientifiche (suoi i capolavori Blade Runner del 1982 e il primo Alien); ma se da una parte c’è la volontà di riproporre un genere che per tanti anni è stato accantonato e solo ora si sta riaffermando, dall’altra parte c’è la mancanza di una sceneggiatura forte capace di rendere il film qualcosa di più che un semplice prodotto di intrattenimento.

Voto: 6.5

Victor VenturelliVictor Venturelli

 

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