Tornano gli studenti: imbrattamenti, fumogeni, un muro e okkupazione finale

Milano

Milano 10 Ottobre – Partito ufficialmente, con qualche settimana di anticipo rispetto agli anni scorsi, l’autunno di contestazione degli studenti milanesi. Nella liturgia della “manifesta” non è mancato niente: partenza da largo Cairoli, imbrattamenti su tutto il percorso, urli e slogan contro la scuola privata, contro il governo, contro lo sfruttamento del lavoro ecc. e okkupazione finale. Questa volta si è aggiunta anche la protesta contro il muro anti-immigrazione ungherese.Studenti manifestano davanti consolato ungherese (MilanInMovimento)

Giunti infatti vicino a via Achille Mauri, in prossimità del consolato ungherese, dei manifestanti hanno eretto un ‘muro’ composto da uno striscione teso sulla strada, con rotoli di filo di ferro a terra e la scritta ‘open borders’ a favore dell’accoglienza dei migranti.

Ancora prima di partire i manifestanti hanno acceso alcuni fumogeni e appeso uno striscione alla statua equestre di Largo Cairoli con la scritta ‘No free Jobs la scuola non è un’azienda’. Tra i cartelli e gli striscioni in piazza, foto del ministro Giannini con le scritte ‘Wanted’ e ‘Bocciata’, ‘rialziamo la testa riprendiamoci tutto’.

Poi la scissione dei classici più duri e puri, che non autorizzati si sono staccati da piazza Missori diretti in piazza Cordusio, con la solita solfa. Il corteo si è concluso con un’occupazione, in linea con le ultime tendenze in fatto di contestazione consolidatesi in era Pisapia, nell’ex sede del Coni in corso di porta Vigentina.

Studenti in sede Coni

I costi di questo sfogo adolescenziale mascherato dal solito pastone politico, ignorato peraltro dalla maggioranza dei giovani contestatori, ricadranno ancora sulla collettività. Credo che sia troppo chiederlo, ma sarebbe ora che spingessero ancora oltre la loro temerarietà antagonista, e facessero davvero qualcosa di alternativo e dirompente: tenere pulita la propria città e rispettare i propri concittadini.

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