Esondazione nel Piacentino, cittadini alluvionati, dimenticati e discriminati

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Milano 24 Settembre – Per ricordare, per evidenziare che non devono esistere cittadini di serie B, proponiamo il reportage di Sonia Bedeschi pubblicato su Il Giornale “Qualcuno dice “il torrente Nure ululava”. Tanta era la forza e la potenza dell’acqua. BettolaFarini e Ferriere sono i paesi più colpiti dall’alluvione che si è abbattuta sul Piacentino nella notte tra il 13 e il 14 settembre.

Grazie a Giuseppe Maiocchi, che da sempre ha una casa nella frazione di Ferriere, a distanza di una settimana dal drammatico evento, in una giornata di sole pieno, tocchiamo con mano i segni lasciati dalla terribile esondazione. Un torrente apparentemente innocuo, artefice di una catastrofe non annunciata. Un evento che, come ci conferma la Croce Rossa che porta il suo aiuto a Farini “si verifica ogni 500 anni”. Nessuno si aspettava che il livello dell’acqua potesse arrivare a toccare i quattordici metri di altezza, con una potenza capace di spostare quintali di acquedotto in cemento armato. Farini è un paese distrutto, Ferriere un paese che sembra bombardato, Bettola una frazione dove la strada provinciale si è squarciata creando un vero proprio salto nel vuoto. La forza dell’acqua unita a fango e detriti ha sventrato e inghiottito intere case e attività commerciali. Perché anche i piccoli ruscelli che scendono a valle si sono caricati d’acqua moltiplicando la quantità e la potenza del torrente. Il parroco di Farini ci racconta di essere vivo per miracolo, la sua canonica rimane un vecchio ricordo.

A Ferriere sei appartamenti sono stati spazzati via, l’attività commerciale della famiglia Bergonzi che da generazioni si occupa di ferramenta e materiali edili è in ginocchio. Giuseppe ci ricorda che “la fortuna è stata che molti villeggianti non erano in casa”. Alcuni una casa un ce l’hanno più. La gente che incontriamo non si lamenta, non c’è spazio per le lacrime o per incolpare qualcuno. Non si pensa alla conta dei danni che, forse, arriverà in primavera, c’è solo la volontà di rimboccarsi le maniche e ricominciare. “Bisogna andare avanti, non ci possiamo fermare” è la frase che riecheggia in questi piccoli paesi di 1.300 abitanti. E la gente, che continua a spalare, a pulire, a sistemare e a buttare via macerie, quasi ti sorride spinta da una forza di volontà straordinaria. C’è tanta solidarietà tra i cittadini, ma anche tanta paura.

La gente conta solo sulle proprie forze. Guai a parlare delle visite che hanno fatto alcuni politici. Stando a quanto ci dicono, Pier Luigi Bersani, originario di Bettola, ha fatto una visita insieme al cognato, medico della zona. Probabilmente, da solo, non avrebbe messo piede. Come ci racconta il parroco di Farini ha avuto il coraggio di dire “che disastro”, nulla di più. Bersani ha detto che sono stati sbloccati i soldi per rimettere in piedi i paesi alluvionati, ma la gente non ci crede e pensa “faremo la fine dei terremotati dell’Emilia”. I cittadini si sentono abbandonati e presi in giro da Matteo Renzi, che ha sorvolato la zona in elicottero affacciandosi appena. Un gesto volante che ha infastidito molto la popolazione. Non è andato a parlare con il proprietario dell’unica falegnameria di Farini che sta asciugando con fatica e pazienza i motori dei suoi macchinari, nella speranza che funzionino ancora; non ha visto i suoi occhi che hanno smesso di piangere da poco, e soprattutto non lo ha sentito quando diceva “anche se mi rimetto in piedi, manca il lavoro, mi viene voglia di dare fuoco a tutto e di andarmene in sud America”. Ma la gente non dimentica. Anche il Sottosegretario Paola De Micheli ha fatto una scappata, in occasione della riapertura della scuola, ma pare fosse più impegnata a prenotare il ristorante due stelle Michelin dove poi è andata a consumare un pranzo da 350 euro a persona. Quando si dice che ogni momento ha le sue priorità.

Ma non è finita, la gente oltre ad essere alluvionata si sente discriminata. La testimonianza che fa più male è quella di Mattia Bergonzi, giovane trentaduenne imprenditore che, per il momento non intende proseguire l’attività di ferramenta insieme al padre: “Si parla solo di immigrati, noi siamo già stati dimenticati. Io non mi aspetto rimborsi. Per loro ci sono soldi e case, Se però noi andiamo nei loro paesi ci attaccano su come i salami. I politici dovrebbero avere un occhio di riguardo per gli italiani”. La pensa così anche don Luciano, che consiglia addirittura ai politici di “andare a farsi benedire” e schiettamente dice: “Bersani ha detto che i soldi sono stati sbloccati, ma chissà se arriveranno mai. La De Micheli ha fatto delle belle chiacchiere, ma noi vogliamo i fatti”.

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