Secondo dibattito Repubblicano, gli outsider asfaltano tutti

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Milano 18 Settembre – Sono primarie che entreranno nella storie, quelle del GOP per le Presidenziali 2016. poco ma sicuro. In testa ai sondaggi dopo l’ultimo dibattito abbiamo una donna, seguita da un anziano e da un afroamericano. I beniamini dell’establishment sono dietro, lontani anni luce da un nuovo che avanza poderoso. È la notte delle sorprese, come sorprendente fu il primo dibattito. In quella sede conoscemmo un Trump schiacciasassi, immune al politicamente corretto e pronto a sparare su tutto quello che si muoveva. Ieri sera abbiamo visto una donna che non ha alcun complesso legato alla propria femminilità parlare in camera alle donne Americane e dir loro che è finita l’epoca delle quote rosa. Le donne Usa sono abbastanza forti da non averne più bisogno. Nel giro di un paio d’ore Trump era secondo e Carly Fiorina, rivelazione di queste primarie, prendeva la testa della gara.

Partita tra le ultime, con alle spalle un fallimento nella corsa senatoriale ed un sostegno a McCain in una delle peggiori sconfitte Repubblicane degli ultimi decenni, la Fiorina non è apparsa come una minaccia per nessuno. E questo fa di lei uno splendido caso di sogno Americano. E’ una manager che con una laurea in storia è arrivata a guidare il colosso  Hewlett-Packard per sette anni. Oggi, per Forbes, è la decima donna più potente al mondo. E rischia di diventare la prima. Pensate che nel primo dibattito non era nemmeno riuscita a qualificarsi con i primi dieci big. La CNN ha dovuto cambiare le regole per farla entrare. E lei non ha sprecato l’assist. E’ andata giù pesante su Trump sulla sua storia di imprenditore. Favore immediatamente ricambiato. Ed è stato subito duetto.

Trump, dal canto suo, ha dovuto schivare persino i lavandini. I suoi avversari avevano un mese e passa di attacchi a restituire. E il Donald nazionale, sotto pressione, regge benissimo. Ma reggere significa smettere di avanzare. Ed ogni tanto incespicare. Per esempio sulla bellezza del viso della Fiorina. O sulla carriera di Carson, il neurochirurgo. O sui vaccini. In sostanza, se ti sparano sui piedi non puoi sbagliare ritmo. E gli avversari del magnate hanno usato i lanciamissili, non le Colt. Quindi è un mezzo miracolo il suo arrivare secondo. La cosa davvero divertente è che a superarlo sia un’altra outsider. Di Jeb Bush manco l’ombra…

La terza Rivelazione è Ben Carson, neurochirurgo di fama mondiale, la voce pacata della ragione. Un uomo che se colpisce, lo fa di fioretto, non di sciabola. Ma adamantino nelle sue posizioni. È un’ottima alternativa a Trump ed alla Fiorina, perchè è come loro un esponente della società civile, ma al contrario di loro la sua rabbia contro Washington non si muta in urlo, ma in fine ironia. Contro la Clinton non avrebbe scampo, ma contro un Biden? Il prototipo del contadino lanciato nelle alte sfere, ma con ancora la verve della campagna? Meglio lui o il magnate? Io credo che gli Americani abbiano una risposta e questo spieghi il suo successo.

In definitiva le tre facce dell’antisistema stanno crescendo. Coprono aree differente, si rafforzano e danno credibilità a vicenda. Trump ha aperto una via, gli altri due abilmente l’hanno seguita. Il resto del partito è attonito. Ci sono già i primi ritiri. In ogni caso l’intero mondo di destra ne sta giovando. Ormai si parla solo di questo. E si sa, l’interesse è il miglior cemento di ogni campagna elettorale.

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