I Labouristi scelgono il profondo rosso

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Milano 13 Settembre – Il Socialismo è un’idea fantastica, finché durano i soldi degli altri. I soldi degli altri, in Inghilterra hanno ricominciato ad accumularsi, con la crescita maggiore dell’Europa Occidentale, un settore finanziario ricco e munifico e delle tasse in continua discesa. Quindi, coerentemente, la sinistra affila gli artigli e si prepara a balzare sulla carne esposta. Dopotutto, quando il Labour non vede l’impresa come una tigre feroce, è perché la considera una vacca da mungere. L’unica cosa che non vede è il silenzioso cavallo che traina un pesante carro, come diceva Sir Winston Churchill. Ovviamente, ancora prima che si sapesse il nome del vincitore, Cameron si è lanciato contro la svolta rossa. Una Podemos o una Syriza in terra Bittanica è un rischio prima di tutto per le famiglie di quella terra. In ogni caso si replica lo schema già visto altrove. La sinistra moderata, quella che vuole rubare un po’ meno con tasse e finanziare un po’ meno parassitismo, soffre. In Francia è prossima all’estinzione, umiliata dal socialismo di destra della Le Pen. In Spagna è ancora dietro Podemos. In Grecia non esiste più. In Germania ormai è la ruota di scorta della Merkel. Corbyn, nuovo leader del Labour, è la prova che nessuna sinistra al mondo è immune al virus del populismo. O meglio, nessuna meno una.

In Italia la sinistra che vince è quella che assomiglia sempre di più alla destra. L’unico Corbyn all’orizzonte si chiama Landini ed è così lontano che i miei malandati occhi non lo distinguono quasi. Il problema è che il mercato elettorale non pare chiedere più socialismo. Ma anche questa è un’illusione, un gioco di specchi. Il problema è che in questa terra benedetta, tutti offrono quello che Corbyn a volte teme anche solo di pensare. Dal reddito di cittadinanza, al diritto di asilo per tutti, da una flat tax a servizi invariati e basata su conti al limite del demenziale, a più dentiere per tutti in questo paese a mancare non è un’estrema sinistra, ma una qualsiasi alternativa al tassa e spendi. Non è che ci manchi un Corbyn, è che non abbiamo un Cameron. Al massimo possiamo vantare una Le Pen coi baffi. Ma come ricordava la Thatcher, non ci sono grosse differenze tra socialisti e Front National. Per questo, se di socialismo il Paese deve morire, sceglie il socialismo più informale, più alla moda. Più vincente. Non sappiamo essere seri nemmeno mentre pianifichiamo il nostro suicidio economico. La Sinistra Inglese propone di morire nella grisaglia tipica dl travet pubblico, nel grigio burocrate che dispensa diritti dietro richiesta in quadruplice copia timbrata da altri sei grigi travet. La nostra ci sta uccidendo di tasse in maniche di camicia, sorrisi di plastica e tweet arguti. Manco Silvio nei momenti migliori, verrebbe da dire.

La prima uscita Corbyn l’ha fatta per chiedere più rifugiati ed un miglior trattamento per quelli già in loco. Insomma, il funerale di Engels in cui si è gridato “è morto Marx, viva Marx”. Mentre Renzi volava a New York per vedere una partita di Renzi. Durante questo avvincente week-end, Cameron era invece a Leeds, nel cuore produttivo dell’Inghilterra del Nord. Silvio invece era in Crimea, a festeggiare l’occupante Putin. La sinistra Inglese va alla morte vestita da travet, quella Italiana vestita da broker di prosciutti, il centrodestra Italiano ci va vestito, come è sempre stato, da cameriere del tiranno di turno. Non chiedetemi perchè, ma non riesco a non vederci una certa giustizia poetica.

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