“Trace the Face” per la Giornata internazionale delle persone scomparse

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Milano 30 agosto – Il 30 agosto è la “Giornata internazionale delle persone scomparse”, in cui si richiama l’attenzione sulle vittime di sparizioni forzate e sulle loro famiglie, che sopportano anche per decenni l’incertezza e il buio sulla sorte dei propri cari. In occasione di questa ricorrenza, la Croce Rossa, e in particolare il servizio **Restoring Family Links (RFL) dell’ufficio ricerche, RLF e protezione sociale, lancia una campagna internazionale di sensibilizzazione sul tema, che mira a diffondere la conoscenza del progetto Trace the Face.

Il nuovo progetto, Trace the Face, elaborato in collaborazione con altre 22 Società nazionali Cri europee, permette di ritrovare i propri cari o le persone scomparse pubblicando una propria foto (senza nome o recapiti) sia online sul sito www.tracetheface.org sia su manifesti visibili nei vari centri di accoglienza in tutta Europa.

I poster saranno diffusi in tutti e 23 i Paesi aderenti al progetto e, in caso di match positivo (ovvero nel caso in cui venga riconosciuto il familiare), si attiveranno i contatti tra le Società nazionali Cri per le opportune verifiche e, come auspicabile, per il ristabilimento dei contatti.

Il “progetto pilota” è già stato sperimentato in alcuni Paesi europei e ha dato buoni risultati, tali da incoraggiarne la diffusione in altre Società nazionali Cri. Maggiori informazioni sul sito www.tracetheface.org.

In questo video, che verrà diffuso il 30 agosto via Internet, una breve presentazione in inglese del progetto “Trace the Face” (con sottotitoli in italiano da attivare): https://youtu.be/uiIpLtKIYiM

**La Croce Rossa, avvalendosi della propria rete internazionale, aiuta le persone che perdono il contatto con la famiglia a causa di conflitti armati o calamità naturali a ripristinare i rapporti con i propri familiari. Supporta le pratiche di ricongiungimento familiare e offre assistenza e servizi alla luce della vigente legislazione italiana. Inoltre, aiuta a ristabilire i contatti e a condividere notizie con i familiari là dove le reti di comunicazione, a causa di guerre o catastrofi, sono state interrotte.

Gabriella Gerosa

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