Quella “sporca dozzina” di trasformisti che piace a Renzi, l’acchiappacolori

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Milano 26 Luglio – Denis Verdini se ne va e con lui una “sporca dozzina” o poco più di parlamentari che ritengono la marmellata di Renzi più appetibile e più dolce di Forza Italia e di Berlusconi. Questione di gusti, di interessi privati, di ambizioni personali e chissà di quali altre spinte propulsive. Una sporca dozzina di Responsabili – così si definiscono – che per senso di “responsabilità”, appunto, rinnegano una storia comune, battaglie comuni, idee e speranze fino a ieri comuni. Strana accezione del termine, se per responsabili si intende squadernare miseria umana, incoerenza,  trasformismo, slealtà nei confronti degli elettori. Ma la scissione è compiuta, la vocazione a fare la stampella a Renzi è stata più forte di qualsiasi ragionamento messo in campo da Berlusconi, Letta, Confalonieri, Ghedini nell’ultimo incontro.

“Le posizioni sono troppo distanti” , ma è difficile capire quale sia la linea del nuovo gruppo, quali le intenzioni, se non quelle di rappresentare una sorta di soccorso azzurro, soprattutto al Senato. Un soccorso che indubbiamente serve e può diventare determinante per un Renzi che non disdegna la politica spericolata, ibrida, spregiudicata. Un’alleanza utile, ma di cui vergognarsi, da sottacere, che dà una garanzia di numeri, ma che snatura il PD, che annacqua l’idea di una politica di sinistra tout court. E se Bersani, Cuperlo e compagnia minacciano sfracelli, gridano allo scandalo per un Berlusconiano anche se ex che entra di fatto nella maggioranza. Renzi abilissimo nel compromesso, nel dire o non dire, accetta in cuor suo, graziosamente, l’aiutino, fregandosene ampiamente della dissidenza dem e del rigore di un partito che non ha più identità. Renzi è diventato un acchiappacolori senza dignità, senza coerenza politica, senza etica politica. D’altronde riprendere oggi temi che furono di Berlusconi annuncia disperazione ed estrema debolezza, per una linea politica che rincorre soltanto impatto mediatico, opportunismo, come il venditore furbo che vuol fare affari, subito, promettendo l’impossibile.

E Berlusconi? Scrive Bruno Vespa su Il Giorno “Il Cavaliere non è finito, e l’addio di Verdini può dargli una mano”. Perché Renzi dovrà destreggiarsi sempre e comunque con una forte contrapposizione interna, cercando di gestire un alleato scomodo che inficia la sua immagine e quella di tutta la sinistra. Berlusconi ha le mani libere per conquistare  “Quel 54 per cento di italiani che secondo gli ultimi sondaggi oggi non voterebbero, 23 milioni di elettori – è l’obiettivo del Cav, secondo Vespa -. Gente che non protesta. Chi protesta va con Salvini o con Grillo. Berlusconi vuole recuperare chi sta zitto, chi è troppo schifato per parlare e per votare, chi pensa al giorno delle elezioni come a una giornata persa”.  Il tempo è la variabile che dirà la verità sulla politica oggi così contraddittoria.

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