Autonomia e reddito di cittadinanza: in Lombardia la Lega di Maroni

Lombardia

Milano 21 Luglio – Reddito di cittadinanza e referendum sull’autonomia. Sembra di parlare del passato, ma sono ancora priorità per la Lega Nord in Lombardia. Sul primo c’era già stata una quasi-polemica a distanza tra il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, e il leader della Lega, Matteo Salvini. Il secondo semplicemente è uscito dal vocabolario leghista.

Su entrambi gli argomenti è intervenuto ieri il governatore lombardo. Per quanto riguarda l’autonomia, Maroni è tornato sul tema referendum, che tante polemiche aveva sollevato visti i costi. “Voglio fare il referendum per l’autonomia in coincidenza delle prossime elezioni amministrative, in cui si voterà a Milano, a Varese e in tanti altri Comuni lombardi”, così ha dichiarato il presidente Maroni.

Sui costi ha aggiunto: “I costi del referendum? Il referendum è il sale della democrazia, significa sentire il popolo sovrano – ha spiegato Maroni -. Costano anche le elezioni politiche o amministrative, ma cosa dovremmo fare: abolire le elezioni per risparmiare? Non mi pare proprio il caso. Ma noi risparmieremo, perché faremo il voto elettronico e, grazie all’abbinamento con le elezioni amministrative, dimezzeremo tutti i costi”.

Sul reddito di cittadinanza invece: “Dal primo ottobre voglio sperimentare il reddito di autonomia per tutto il 2015 e tutto il 2016. Con il reddito di autonomia vogliamo rendere autonomi i cittadini lombardi dalla povertà, dalla situazione di disagio e dall’impossibilità di vivere dignitosamente. E voglio aiutare chi non può essere aiutato in altro modo, per esempio chi non può essere aiutato con l’inserimento nel mondo del lavoro”.

Sulle misure per garantire copertura però ancora nessuna certezza: “Intanto – afferma il presidente Maroni – la settimana prossima approveremo in consiglio regionale una legge che stanzia 250 milioni di euro, soldi nostri, della Regione, per finanziare il reddito di autonomia e le misure che andremo a definire”.

Su ciò è intervenuto chi di questo argomento ne ha fatto una bandiera politica, il Movimento Cinquestelle: “Il M5S – afferma il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Stefano Buffagni – chiede da oltre due anni l’introduzione del reddito di cittadinanza per aiutare gli ultimi e alimentare la domanda interna, mentre gli altri partiti politici si sono limitati a portare avanti finte lotte non supportate poi dai fatti. E’ ora di darsi una mossa, non basta promettere risorse, bisogna anche stanziarle con una legge”.

La direzione politica che Maroni sta imprimendo alla sua giunta dimostra autonomia da quella nazionale. Non solo la Lega di Salvini non ha più sollevato la questione indipendentista, ma non ha mai nascosto la sua contrarietà fin dal principio al progetto del governatore lombardo. Notevole quindi la scelta delle priorità del governatore lombardo, che riporta la Lega più vicina alle sue origini, più lontana dalla politica di Salvini.

Gabriele Legramandi

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