“Via l’Imu sulla prima casa”, spara Renzi, ma non ci credono neppure i Dem

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Milano 19 Luglio – Matteo Renzi la spara grossa sulla casa, ma nel suo partito non gli crede (quasi) nessuno.

All’assemblea nazionale del Pd di Milano il premier promette tagli strabilianti alle tasse, a partire da quelle sugli immobili: nei prossimi tre anni il governo dovrebbe intervenire suImu, Irpef, Ires ed Irap, oltre che, naturalmente, sulle pensioni. Ma stavolta, assicura il segretario, “le tasse le abbasseremo davvero”.

Peccato che tra i delegati questa proposta venga accolta per quello che è: una carambola da campagna elettorale (come peraltro richiamato dallo stesso segretario). Il bersaniano D’Attorre la bolla come un gesto di “pura e semplice propaganda“, volta a nascondere i problemi strutturali veri del partito e del Paese.

Più sfumata, ma comunque scettica, la posizione di Cuperlo. “In tutta Europa c’è una tassa progressiva sulla casa – spiega il parlamentare triestino – Non si può tagliare le tasse a tutti allo stesso modo. Ma quello della casa è un finto problema, prima ci sono da sciogliere ben altri nodi…”

Leggermente positiva è l’accoglienza che agli annunci del premier fa l’ex Sel Gennaro Migliore: “La proposta è buona e realistica, ma va rimodulata a favore delle classi più basse. E comunque è ancora tutta da scrivere…”

majorino e fianoTra gli amministratori locali invece l’idea del premier non trova buona accoglienza, soprattutto nella misura in cui introduce, in prospettiva, un ulteriore taglio di quei fondi agli enti locali di cui tanta parte della sinistra ha fatto, da tempo, una bandiera importante. I due candidati del centrosinistra alle primarie per il comune di Milano, Pierfrancesco Majorino ed Emanuele Fiano, sono in evidente difficoltà. Ansiosi di non perdere il consenso del premier, lodano come “ottima” la proposta sulle tasse.

Alla domanda sulle coperture, però, iniziano ad arrampicarsi sugli specchi: “Il piano non è ancora stato spiegato nei dettagli, i tagli avverranno su tre anni….”. Fiano prova a entrare nel merito della spending review e dice di contare sullo sblocco dei fondi infrastrutturali (finora congelati “per colpa dei governi precedenti”), mentre Majorino, alla fine, getta la spugna: “L’importante è non tagliare i fondi agli enti locali.”

“Ma per carità, ricorda che ho detto che è un’ottima idea”, aggiunge ansioso. Il premier è più potente che mai e inimicarselo non conviene a nessuno…

Giovanni Masini (Il Giornale)

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