Gay Pride, con matrimonio collettivo finale. Lega: “Aberrazioni della natura”

Società

Milano 27 Giugno – Sono attese 50mila persone per il Gay Pride oggi a Milano. La partenza del corteo, sarà alle 16.00 da piazza Duca D’Aosta. Destinata a far discutere è la presenza del Sindaco Giuliano Pisapia, insieme al Vicesindaco Ada Lucia De Cesaris e agli assessori Daniela Benelli, Chiara Bisconti, Pierfrancesco Majorino, Pierfrancesco Maran, Carmela Rozza e Cristina Tajani.

Il corteo di domani a Milano sarà quasi una risposta al raduno di piazza San Giovanni a Roma di sabato scorso, dove un milione di persone ha manifestato contro l’ideologia gender e a favore della Vita e della Famiglia tradizionale. Èpisapia gay pride prevista per il termine della manifestazione anche un “flash mob”: “Cinquantamila “Sì” per portare alla luce la volontà positiva di un’ evoluzione, un matrimonio collettivo, dove tutti sposano tutti virtualmente in un amore incondizionato che sta a rappresentare il riconoscimento dei diritti umani collettivi”.

Diverse le presenze politiche: hanno confermato la presenza la Cgil, Federazione PSI, il Movimento 5 Stelle e i Giovani Democratici di Milano città. Questi ultimi saranno presenti con un loro carro, e ieri hanno organizzato, all’interno della Pride Week, l’evento “La Cura – parte III”, con il sindaco Pisapia e la senatrice Monica Cirinnà, relatrice del tanto discusso ddl sulle Unioni Civili”.

Non mancano le polemiche: “Pisapia non vada domani al Gay Pride con la fascia tricolore” è il monito di Riccardo De Corato, vicepresidente del Consiglio Comunale per Fdi-An. “Può ovviamente andare come privato cittadino, ma non deve andare come sindaco perché non rappresenta tutta la città ma solo una parte. Sono tantissimi i milanesi che non vogliono questa sfilata e che non approvano scelte che sono state fatte come il registro delle unioni civili e la trascrizione dei matrimoni tra omosessuali”. “Proponiamo- continua l’ex vicesindaco – che il prossimo anno il Family Day si faccia a Milano, città che negli ultimi quattro anni è stata “sotto attacco” da questo punto di vista”.

Più netto il giudizio della Lega: “Domani la nostra città sarà per l’ennesima volta un deprimente palcoscenico di qualche migliaio di frustrati, vittime di aberrazioni della natura” è quanto affermano i consiglieri comunali del Carroccio Luca Lepore e Massimiliano Bastoni. “A tribadi e gay – continua la nota – diciamo che i diritti civili si rivendicano con misura e serietà, non con parate indecorose e con atteggiamenti scatologici. La pochade di domani avrà l’effetto di suscitare solamente disgusto o, come già ebbe modo di affermare papa Francesco nel settembre del 2013, cristiana commiserazione”.

Non si è fatta attendere la risposta del PD: “Sono parole non commentabili, parole gravissime che testimoniano ancora una volta un disprezzo inspiegabile” è il commento di Emanuele Lazzarini, consigliere comunale PD. “L’unica oscenità – continua – è negare diritti e dignità in nome della difesa di un presunto primato morale della “normalità”. I colleghi chiedano immediatamente scusa, le loro parole sono un insulto, un’ingiuria, non sono giustificabili e non fanno loro onore”.

Domani in piazza non scenderà solo la comunità LGBT: Forza Nuova ha organizzato un presidio in piazza San Carlo, contro il Gay Pride. Lo slogan è chiaro: “Di qui non si passa”.

Gabriele Legramandi

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