Ressa e pericoli alla Darsena. Per le lanterne che non decollano

Fabrizio c'è Milano

Milano 25 Giugno – Ieri sera la cosiddetta “notte delle lanterne” organizzata, si fa per dire, da una associazione buddista, si è trasformata in un delirio per chi vive vicino la Darsena, per chi si trovava a passare in auto e anche per chi c’era.

La serata ha riaffermato che nella Milano di Pisapia ognuno può svegliarsi e organizzare su aree pubbliche (non a casa sua) quello che vuole: rave party nei parchi, raduni, spettacoli musicali sgangherati davanti la Scala e anche adesso voli di lanterne con possibile atterraggio di palle infuocate su alberi e tetti.

Grazie ai social e alla voglia di svago a basso prezzo le notizie si diffondono ed ecco la calca indicibile di ieri sera: 80/100.000 persone sulla Darsena, panico, ressa, ambulanze che non passano, soliti vandali che camminano sui tetti delle auto, gente che urina sui muri, nessuna presenza di Vigili e forze dell’ordine, per non parlare di misure di sicurezza completamente assenti. Il tutto tra l’altro per assistere a uno spettacolo raffazzonato e improvvisato di 10 lanterne cinesi, costo sotto i 100 euro.

In pratica, chi vuole seguire le procedure e le giuste precauzioni per fare manifestazioni deve pagare un botto e magari farsi fare verbali per 50 centimetri di occupazione in più. Chi è “social”, amico della Giunta o artista di strada, non paga niente e può prendersi gli spazi pubblici che vuole, magari quelli per i quali la collettività ha appena speso 16 milioni di euro.

A proposito. Non è mai inutile ricordare ai cantori di Pisapia che il progetto della Darsena è dei tempi di Albertini e lavori e finanziamenti sono stati della società Expo.

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