I sogni impossibili e il ragionevole riuso delle strutture Expo in periferia

Fabrizio c'è Milano Politica

Milano 23 Giugno – La sinistra che governa Milano ha trovato il suo tema con cui far sognare Milano. La riapertura dei Navigli. Un giochetto che costerebbe almeno 404 milioni, mentre l’amministrazione deve ancora trovare almeno 500 milioni per sistemare le case popolari, e quasi altrettanti per l’edilizia scolastica, per non parlare delle bonifiche da effettuare, dei parchi e delle metropolitane nel cassetto. Insomma De Cesaris e compagni ci propongono un piano per il quale non c’e’ a breve copertura finanziaria. Nemmeno vendendo, ma loro sono contrari, pezzi di patrimonio comunale si potrebbe nei prossimi 10 anni dare priorità al progetto.

Sognano riaperture ma si dimenticano delle iniziative da completare.

Fra quattro mesi chiude Expo ma non esiste ancora mezza idea su cosa fare su quei 1,1 milioni di metri quadri che il Comune ha comprato assieme alla Regione. Tutti fanno passerella all’esposizione, nessuno prende decisioni per evitare che l’area espositiva rimanga abbandonata per anni.

Non c’è però solo il tema della destinazione. C’è anche il tema del riuso di tante strutture collocate dentro il sito Expo che dovranno essere smontate alla fine dell’esposizione.

Occorre che il Comune si doti presto di un piano per riutilizzare , senza distruggerle o farle marcire, panchine, fontanelle, giochi per bambini, piante, padiglioni prefabbricati, passerelle , cucine e molto altro. Alcuni paesi smonteranno e si riporteranno a casa le loro magnifiche strutture, ma molto resterà e ci vuole un piano e qualche risorsa per prevedere lo spostamento , la riallocazione e la ricostruzione in città.

Quanti parchi, asili e scuole materne, centri anziani, periferie potrebbero giovarsi di pezzi di eredità dell’Expo 2015, che così manterrebbe fede all’idea di un lascito improntato alla sostenibilità.

Bene questo dovrà essere il compito dei nostri amministratori nei prossimi mesi, non vendere sogni impossibili, dopo averli peraltro lasciati nel cassetto.

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