Bruzzano: ritirato il progetto “Plaza Perù”. Vincono i cittadini, perde la sinistra di Milano

Milano Società

Milano 23 Giugno – Ieri sera si è svolta la commissione Cultura del Consiglio di Zona 9, tanto attesa dai cittadini di Bruzzano. Nel quartiere alla periferia a nord di Milano il Comune aveva indicato una piazza da concedere alla comunità peruviana, perché potessero celebrare le loro feste civiche e sociali. Una vicenda emersa per iniziativa di alcuni cittadini e consiglieri di Zona, molto ambigua nel suo iter burocratico.

Documento ufficiale di richiesta era una lettera protocollata del console del Perù a Milano, che spiegava come quella piazza volesse diventare la casa della comunità peruviana e simbolo dell’amicizia tra i due paesi, prevedendo anche la realizzazione in futuro di una sorta di struttura celebrativa. Forti però sono state le proteste dei cittadini di Bruzzano.

Innanzitutto la piazza, che in realtà piazza non è, si trova tra le vie Oroboni e Morlotti ed era nata dalla pedonalizzazione di un tratto di strada a seguito di una riqualificazione urbanistica dell’area, nel 2008. Consta di circa 2.000 metri quadri calpestabili, e su di essa si affacciano un grosso condominio e 3 scuole, un nido, una materna e un’elementare.

Visti questi dati, le preoccupazioni dei residenti si sono rivolte verso questioni di sicurezza, degrado ambientale, ordine pubblico e quiete pubblica. Inoltre c’era già una richiesta per l’intitolazione della piazza, e arriva dai bambini della scuola elementare adiacente: la volevano chiamare piazza degli Aquiloni, e nell’identificazione da parte degli abitanti di fatto quella piazza ha piano piano assunto quel nome.

In tutto questo, poco chiaro l’iter seguito dall’amministrazione comunale e di Zona: dalla lettera si legge testualmente che le associazioni peruviane, “tra i mesi di gennaio e dicembre 2014 si sono riunite più volte con il Console Generale del Perù a Milano, Dott. Ramiro Silva, e con la Presidente del Consiglio di Zona 9, Dott.ssa Beatrice Uguccioni, che hanno mostrato la loro miglior disposizione e disponibilità per fungere da intermediari e presentare alle più alte autorità del Comune Metropolitano di Milano la richiesta per la concessione e denominazione di PLAZA PERU’ allo spazio pubblico ubicato tra la via Antonio Oroboni e la via Emilio Morlotti”.

Le commissioni sul tema però sono iniziate solo a maggio 2015, in sordina, senza coinvolgere i cittadini. Questi, venuti a sapere della proposta, si sono subito mobilitati, e ieri le dichiarazioni del console hanno segnato la loro vittoria: la richiesta è stata ritirata.

Non sono valsi i tentativi da parte di certa sinistra di far passare la loro protesta come odio o paura verso i peruviani. Hanno chiarito fin da subito che la protesta non era contro la comunità peruviana, ma contro la proposta di concessione della piazza. Anche gli stessi esponenti della comunità peruviana, intervenuti ieri sera, hanno tranquillamente assicurato che non volevano creare tensioni e per questo avevano ritirato la richiesta.

Tutte le parti in causa, quindi, hanno dimostrato di capire la situazione e di agire con buonsenso. Tutti, tranne la sinistra. Gli esponenti di maggioranza hanno continuato a parlare di necessità da parte del Comune di garantire alle comunità straniere gli spazi per poter salvaguardare la propria identità di origine, alcuni apostrofando anche i cittadini come razzisti e come “la parte peggiore” della società.

Il modello di integrazione che la sinistra persegue si è però sgretolato, sotto i colpi del buon senso dei cittadini. Integrazione non può essere creare spazi esclusivi dove celebrare la propria appartenenza a un’altra nazione, ma al contrario cercare occasioni di inclusione nella nostra identità italiana.

Questo è sempre stato il modello della sinistra, preferendo sempre rapportarsi con le singole comunità consolidate per i propri scopi elettorali, evitando una seria e concreta integrazione. È dovuto intervenire il console, per non provocare un eterno muro contro muro coi cittadini di Bruzzano, a ritirare la richiesta. La sinistra di Milano ha rivelato una volta di più la sua incapacità politica a gestire il territorio e le dinamiche complesse presenti nella nostra città.

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