A Ventimiglia muore la politica migratoria leghista

Approfondimenti Politica Società

Milano 15 Giugno – C’era una volta la Lega che aveva delle soluzioni concrete ai problemi della gente. Quella Lega che non aveva bisogno di scriversi sulla felpa il posto in cui teneva i comizi, per capirci. Poi è arrivata la nuova Lega, di Felpa e di Piazza. Per carità, è un’ottima notizia, solo che a volte qualcosa ci lascia perplessi. Per esempio l’idea che, per risolvere l’emergenza degli immigrati, si possano e si debbano, sospendere i trattati di libera circolazioni degli uomini in Europa. Non mi è mai stata esattamente chiara la dinamica, probabilmente era la classica mossa del marito che si evira per punire la moglie fedifraga, ma questo fine settimana la Francia ci ha concesso di spiare nel futuro in cui Salvini vince e noi usciamo dall’Europa.

Va precisato, dobbiamo dirlo, che la chiusura delle frontiere era dovuta al G7. Quella che Salvini aveva chiesto per impedire la devastazione di Milano. Dicevamo. Salta Schengen, saltano i trattati che ci obbligano ad accogliere i clandestini, ma si formano file interminabili di Africani prigionieri sul nostro suolo. Strano, vero, che i Francesi non muoiano dalla voglia di accogliere una massa indiscriminata di persone non filtrata che spinge per entrare senza documenti? Eppure è così, senza l’Europa questa massa di disperati sarebbe solo un problema nostro. Come ora, d’altronde, solo senza l’85% dei fondi che ci arrivano da Bruxelles. Pensateci. Chiudiamo le frontiere e poi? Perchè quelle nord sono facili da presidiare, quella sud no. Non ci siamo mai riusciti. O meglio, ce l’abbiamo fatta solo con dei campi di concentramento presidiati dai gendarmi di Gheddafi.

Ora non abbiamo più quell’alleato. Non abbiamo più il paese a dire il vero. E la pressione è impossibile da reggere per qualunque governo, oltre a rischiare di creare una situazione esplosiva, garantendo all’Isis un bacino di reclutamento che è l’ultima cosa che gli manca per diventare uno stato reale. Resterebbe l’opzione di aiutarli a casa loro. Solo che questa opzione letteralmente non ha senso. Cosa facciamo, li glassiamo di oro nella speranza che i sistemi corrotti che hanno rubato la ricchezza degli stati divengano puliti? O li invadiamo, neocolonialisti del terzo millennio?

Non c’è soluzione in un sistema come il nostro, cioè uno Stato Sociale, a lasciar fare alle cose. Non li possiamo tenere sulla sponda sud, ma ce li possiamo riportare. Non possiamo affondare le loro barche, ma possiamo riportarli indietro. Non possiamo colpevolizzare l’Europa per non voler condividere la nostra incapacità, ma possiamo, cambiando Governo ed Opposizione, portare a casa molto di più. Per poi potergli comunque rifilare la fregatura, grazie a quello Schengen che, Salvini permettendo, non aboliremo mai.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.