Padre Giuliano e l’ultimo dei padani nell’Italia campo prufughi d’Europa

Lombardia

Milano 9 Giugno – Si alzano i toni delle proteste intorno alle dichiarazioni del governatore della Lombardia Roberto Maroni. “Ho deciso – dichiarava Maroni – di scrivere una lettera ai Prefetti per diffidarli dal portare qui in Lombardia nuovi clandestini e ho deciso di scrivere ai sindaci per dirgli di rifiutarsi di prenderli, mentre ai sindaci che dovessero accoglierli ridurremo i trasferimenti regionali, come disincentivo, perché non devono farlo e chi lo fa, violando la legge, subirà questa conseguenza”.

Scontato il polverone di polemiche. Proprio dopo gli sbarchi degli ultimi giorni, inoltre, il ministro Alfano ha pronti diversi pullman dai centri di accoglienza del sud, che già domani dovrebbero portare nelle regioni del nord ben 5.000 richiedenti asilo. “Chiediamo un’equa distribuzione dei migranti in Italia, così come in Europa – ha dichiarato il ministro dell’Interno – è un atteggiamento insopportabile di odio verso il sud dire ad alcune regioni ’sbrigatevela da soli'”. Il ministro ha anche parlato di requisire caserme dismesse e spazi pubblici per allestire altri centri d’accoglienza.

Giuliano Pisapia, sindaco di Milano, si preoccupa invece per l’anima del governatore lombardo: “forse sarebbe il caso, visto che e’ credente, che si legga il Vangelo” ha tuonato ieri. Il suo assessore al welfare, intanto, non risente di alcuna spinta evangelica: “Maroni è un pagliaccio” ha dichiarato ieri Pierfrancesco Majorino, “Il problema è che le pagliacciate di Maroni trovano una sponda nella sconclusionata modalità di gestire la questione profughi a livello nazionale. Alfano e Maroni sono due facce della stessa medaglia”.

Prodigo di giudizi circensi, lo è però decisamente meno quando si parla di accogliere profughi nella sua Milano: “Abbiamo ottocento letti strapieni. Anche perché, mentre dal Viminale se ne fregano e ignorano lo sforzo della nostra città, da noi arrivano ogni giorno centinaia di persone spontaneamente. È impossibile quindi che il Prefetto ci chieda di accoglierne altre. Ci sono decine di città lombarde a cui si può bussare”. Insomma, accogliente si, ma a casa degli altri.

L’iniziativa del governatore Maroni nel frattempo ha trovato sponde importanti anche a livello nazionale: “Maroni, Toti e anche Zaia stanno alzando un argine contro la follia, non è pensabile continuare ad accogliere senza sosta immigrati clandestini”. Lo afferma Mariastella Gelmini, Coordinatrice regionale di Forza Italia. “C’è una sinistra che strumentalizza i profughi – prosegue in una nota – e così fa il male non solo dei cittadini ma degli stessi profughi. Bisogna essere seri: chi ha la responsabilità di governare il territorio, deve bilanciare costi e risorse. Giusto fare una battaglia forte con iniziative comuni, come quelle che assumeranno Maroni, Toti e Zaia per difendere i cittadini”.

Anche il segretario leghista Matteo Salvini non fa mancare l’appoggio al governatore lombardo, e anzi rilancia: “Siamo pronti a bloccare le prefetture e a presidiare tutte quelle strutture che a spese degli italiani qualcuno vuole mettere a disposizione di migliaia di immigrati clandestini”. Salvini ha poi ricordato: “Se Renzi e Alfano pensano di prendere il Nord come soggiorno per i clandestini hanno sbagliato tutto”.

Interessante innanzitutto il ritorno nel lessico leghista del “Nord”, come priorità politica. Forti del successo in Liguria e in Veneto, il nord a trazione leghista torna a sostenere una politica comune su base geo-politica. In questo il segretario rampante della Lega sembra quasi preso alla sprovvista, rilanciando la protesta su base nazionale, per tutti gli italiani, coerentemente col suo progetto politico.

Al di là della battaglia politica, è sempre più evidente l’impotenza dello stato italiano di fronte all’incessante flusso migratorio. È ormai chiaramente impensabile che si possano accogliere ad oltranza centinaia di migliaia di profughi, in più senza il minimo controllo dei flussi di persone all’interno del paese. La soluzione non può essere scaricare il problema sulle amministrazioni locali, mentre la marineria di mezza Europa porta migliaia di profughi quotidianamente sulle nostre coste, vantandosi anche dei propri meriti umanitari.

L’inerzia del governo è inquietante. Le fonti parlano di 500.000 profughi pronti a partire dalle coste libiche. E Renzi al G7 viene accolto con “Azzurro”.

Gabriele Legramandi