25 APRILE, FESTA DI QUALE LIBERAZIONE?

Attualità

Milano 10 Aprile – Dal secondo dopoguerra ad oggi, ogni 25 Aprile, l’Italia, festeggia, o dovrebbe festeggiare, la liberazione dal regime nazi-fascista, del ritorno della democrazia e dell’unità nazionale.

Ma è realmente così? Come posso immaginare che questa data sia veramente un giorno di una liberazione? Come posso credere che il 25 Aprile si festeggi la liberazione da una dittatura quando, anche quest’anno, si vedranno sfilare le rosso sangue bandiere che ricordano una dittatura, in alcuni Paesi ancora in vita, sanguinaria tanto quanto quella da cui si presuppone ci siamo liberati?

E soprattutto, come possiamo credere che ci siamo liberati dal nazi-fascismo quando, oltre alle bandiere rosso sangue, vedremo sfilare le bandiere di una popolazione, quella palestinese, che è stata fedele alleata di Hitler e che dopo la caduta del nazismo ha continuato e continua con le stesse motivazioni a combattere per la distruzione dello Stato Ebraico, negando ai reduci della Brigata Ebraica, che combattè in Italia per la sua liberazione, di sfilare nei cortei brandendo il loro glorioso vessillo?

No cari lettori, questa non è una festa in ricordo della liberazione, bensì è solo una giornata di propaganda monopolizzata dall’altra faccia della medaglia del fascismo: il Comunismo, dalla sinistra e quindi anche dal Fascismo che fu sempre molto diffidente verso la destra e Mussolini ebbe a dire a tal proposito: “I nostri programmi sono decisamente rivoluzionari. Le nostre idee appartengono a quelle che in regime democratico si chiamerebbero “di sinistra”; il nostro ideale è lo Stato del Lavoro…noi siamo i proletari in lotta contro il capitalismo….il pericolo autentico, la minaccia contro cui lottiamo senza sosta, viene da destra”.

Quindi oggi ci ritroviamo a dover fronteggiare quel lato del Fascismo che, dismessa la camicia nera, ha acquistato il costume del rivoluzionario proletario anticapitalista (con tenute, vigneti e barche private) ed il 25 Aprile è diventata una lotta con loro stessi, con il loro passato (Dario Fo docet) senza dimenticare i loro alleati palestinesi complici dello sterminio degli ebrei.

Ma poi, nelle manifestazioni del 25 Aprile, quanti palestinesi ci sono? Forse giusto una manciata, diciamoci la verità. In loro vece troviamo tunisini, marocchini, qualche egiziano legato alla Fratellanza Musulmana e soprattutto le associazioni filo-palestinesi che sono sempre pronte a scendere in piazza a manifestare per il benessere della popolazione palestinese.

Scherzavo! Non è vero! A queste persone della popolazione palestinese, che nella realtà è nata dopo la Guerra dei Sei Giorni nel 1967, non frega nulla! Questa presunta popolazione è solo un’arma, un mezzo, per continuare la loro assurda e razzista guerra contro Israele e la cronaca attuale lo dimostra apertamente. Associazioni umanitarie pro-palestina, partiti di sinistra come SEL, PD e paesi arabi in generale che tanto amano e si battono per la creazione della palestina e per salvaguardare i diritti del popolo palestinese  dalle grinfie dei “cattivoni israeliani” che si difendono dalle loro bombe e dai loro missili, dove sono in questo momento? Quale ipocrita belato hanno emesso contro il massacro di palestinesi nel campo profughi di Yarmuk, a sud di Damasco (Siria) ad opera dell’ISIS? Nessuno! Ecco la dimostrazione della loro viltà, della loro ipocrisia, del loro essere fascisti travestiti da democratici.

25 Aprile, quale liberazione dovrei festeggiare? Da chi? Da che cosa? Semmai è la festa del travestimento, della propaganda delle sinistre ideologie di sinistra, dell’ipocrisia, della continuazione con un altro colore, con altro nome, del fascismo, la festa del monopolio della sinistra, persino tra le associazioni partigiane si parla e si da spazio solo a quelle di ispirazione rossa eppure, a combattere per la liberazione dell’Italia, ci sono stati anche democristiani, liberali, monarchici, repubblicani e la Brigata Ebraica.