IL GENERALE DEI BERSAGLIERI MUSELLA L’AVEVA DETTO: “PRESTO I “PIRATI” CHE OCCUPANO LA CASERMA MAMELI SE NE ANDRANNO”. DETTO, FATTO. INTERVISTA ESCLUSIVA IN VIDEO

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Milano 31 Marzo – ECCO LA NOSTRA INTERVISTA TENUTA SEGRETA FINO AD ORA PER NON ALLARMARE I “PIRATI”.

La minacciata “fanfarata” dei bersaglieri in congedo da tenersi nei prossimi giorni davanti alla ex caserma Manara, in zona Niguarda, per protestare in modo clamoroso  contro l’occupazione da parte di un gruppo di “squatter” alla fine non s’è fatta: perché la minaccia ha convinto infine le istituzioni a intervenire celermente. Venerdì scorso il gruppo di bersaglieri in congedo che fa parte del circolo di Bresso si era riunito per studiare una azione clamorosa e sbloccare  la burocrazia che in questi casi si trascina per mesi: organizzare la fanfara dei bersaglieri lungo viale Suzzani per fermarsi davanti alla caserma occupata dai “ pirati” e magari tirar giù dal pennone la bandiera nera con l’emblema dei fratelli della Costa e di capitan Morgan  che sventolava sopra la garritta della ex caserma. Anche il generale Salvatore Musella, che per venti anni aveva comandato la caserma Manara , aveva lanciato segnali alle istituzioni perché si arrivasse prestissimo allo sgombero. Ecco la sua intervista che anticipava lo sgombero e che la nostra redazione ha tenuto segreta, per non compromettere il blitz delle forze dell’ordine.

Vista la latitanza della giunta comunale, che appoggia tacitamente le occupazioni  ( un voto di scambio gradito, dato  il gradimento verso la sinistra che sta precipitando in città) , il generale Musella aveva espresso la sua amarezza verso il silenzio del sindaco. Ma rassicurando commilitoni e cittadinanza che prestissimo si avrebbe avuta una svolta.

In realtà il business delle occupazioni da parte degli emuli del Leoncavallo si sta espandendo in tutti i quartieri . Il piatto è ricco: basta occupare uno stabile e poi aprire un  bar .un ristorante, una palestra, una discoteca, il tutto senza emettere scontrini, senza pagare tasse, con le utenze a carico dei proprietari. E sperando in futuro che una nuova giunta di sinistra faccia pagare ai milanesi l’acquisto dello stabile occupato,  come sta avvenendo con il Leoncavallo ( costo, 5,7 milioni di euro a carico dei milanesi.

Il business  delle case occupate dagli “squatter” rende circa diecimila euro in nero  ogni week end ai gestori degli stabili occupati, come al Cantiere o al Macao.

L’ultimo business si sta aprendo in zona Washington, dove un pugno di osti no tav ha occupato un albergo, e lo intende trasformare in discoteca e enoteca, il tutto esentasse.