CALIFFATO D’AFRICA: L’AVANZATA DI BOKO HARAM E LA STATICITÀ DEL MONDO OCCIDENTALE

Politica

Milano 16 Gennaio – Grazie ad il supporto logistico e finanziario dei Fratelli Musulmani, tramite l’ ONG da loro controllata Islamic Relief, la setta terroristica islamica nigeriana sta acquistando ormai le sembianze di un vero e proprio esercito organizzato, alla stregua dell’ISIS, capace di combattere la Jihad anche nei  Paesi confinanti con la Nigeria.

E’ ormai dal 2009 che le milizie jihadiste nigeriane di Boko Haram, stanno conducendo sanguinose incursioni sia nell’area settentrionale del Camerun, in Niger ed in Chad.

Le incursioni, soprattutto in Camerun, sono iniziate dapprima col rapimento di cittadini stranieri e di missionari per poi evolversi in vere e proprie sanguinose azioni militari contro i villaggi confinanti, ultima quella avvenuta tre giorni fa ai danni della base del Rapid Intervention Battallion (RIB) di stanza presso la città camerunense di Kolofata, in cui i terroristi hanno subito la perdita di circa 140 unità.

Il governo di Youndè ha al momento dislocato circa tremila unità delle forze armate tra cui reparti di artiglieria d’assalto, carri armati e cacciabombardieri, senza però realmente indebolire i terroristi islamici.

E mentre i Fratelli Musulmani stanno esportando in quasi tutta l’Africa centro-settentrionale la guerra santa islamica, la Nigeria sta ancora aspettando gli aiuti politici e militari promessi dalla Casa Bianca e dall’Unione Europe all’indomani del rapimento delle studentesse liceali  avvenuto il 14 aprile 2014.

In pratica la Nigeria continua ad attendere gli stessi aiuti che Obama ha promesso anche all’Iraq per contrastare l’avanzata dei miliziani del califfo Al-Baghdadi, aiuti che non sono mai arrivati o che sono, come nel caso iracheno delle vere e proprie farse, in cui i caccia del Pentagono bombardano capannoni abbandonati, dune del deserto e falsi convogli.

Non voglio attaccare Obama a tutti i costi, certo non ho prove tangibili per accusarlo ma mi affido alla logica ed alla memoria.

Facciamo un salto indietro: vi ricordate nel 1999 l’operazione Allied Force? Ripassiamo: era il 24 marzo, l’operazione americana e della NATO contro la Serbia, rea di non voler riconoscere il Kosovo, era appena cominciata e già al primo mese di operazioni di bombardamento aereo, l’esercito serbo, che non era armato di scudi, lance e cerbottane bensì un esercito ben equipaggiato e avanzato tecnologicamente, avvertì subito il colpo, tant’è che il 23 aprile, Slobodan Milosevich, avanzò una richiesta di tregua respinta dall’allora “Presidente” Clinton.

Bene, detto questo è ovvio che ci si chieda se Obama e i suoi alleati stiano o meno portando avanti delle operazioni militari degne di questo nome contro il terrorismo islamico o se stanno solo gettando fumo negli occhi della civiltà. Tale domanda è anche lecita quando, il Presidente USA, respinge l’offerta di Israele di combattere l’Isis e tutti sappiamo che l’esercito israeliano è l’unico che può sconfiggere il terrorismo con una campagna militare breve ma realmente incisiva.

Possibile che l’Isis sia invincibile? Sicuramente i suoi uomini sono ben galvanizzati, ben armati da Obama e, soprattutto, ben finanziati dal Qatar e dalla Turchia. Da qui il falso astensionismo di Erdogan che tramite il suo appoggio all’Isis, in caso di vittoria di quest’ultimo, reclamerà la guida del movimento dei Fratelli Musulmani, dopo che quest’ultimi hanno trovato riparo in Qatar dopo essere stati cacciati dall’Egitto dove avevano la loro sede.

Obama, invece, si dimostra per l’ennesima volta l’essere più letale per gli interessi degli USA e dell’Europa, l’inetto più pericoloso per salvaguardia della democrazia e della libertà.

E mentre i paesi aderenti al Patto Atlantico hanno accettato un ruolo di comparsa in questo triste spettacolo, l’unico Paese che ha, seppur diplomaticamente, cercato di redarguire gli Stati Uniti è stato Israele.

A nessuno degli addetti ai lavori è passato inosservato l’episodio avvenuto il 27 Marzo scorso durante l’Assemblea generale dell’ONU, convocata per condannare l’annessione della Crimea da parte della Russia, assemblea in cui l’Ambasciatore di Israele presso le Nazioni Unite, si è distinto per la sua assenza, astenendosi così dal votare una risoluzione di condanna nei confronti di Mosca.

Grande dispiacere per gli Usa ma, con questa mossa magistralmente diplomatica, Tel Aviv, da sempre alleata fedele di Washington, non solo ha ammonito Obama per la sua irrazionale politica estera ma ha anche confermato il rafforzamento dei rapporti tra Israele e la Russia che, seppur con molte divergenze sia per la questione siriana che per il nucleare iraniano, continuano ad essere, per entrambi i Paesi, molto costruttivi.

Israele quindi si sta dimostrando come unico vero nemico, oltre ai curdi che continuano ad essere dimenticati dall’Europa, dagli USA e dalle femministe sinistroidi e filo islamiche in primis, dell’Isis.

Il 12 Ottobre scorso, ad Il Cairo si è tenuta la conferenza internazionale dei donatori per la ricostruzione nella Striscia di Gaza che ha concesso ben 5,4 miliardi di dollari. L’UE ha donato 568 milioni di dollari, secondo donatore dopo il Qatar, dimostrando così di essere asservita ai loro magnaccia petrolieri. 568 milioni di dollari rubati ai cittadini italiani, spagnoli, francesi, portoghesi, etc. 568 milioni di dollari che l’UE avrebbe potuto usare per altri scopi a favore dei suoi cittadini sudditi e schiavi che in nome del dogma europeo sono costretti a subire le politiche di rigore dei loro rispettivi governi fantoccio.

Cari cittadini europei, sappiate che con le vostre tasse, con quei 568 milioni di dollari, l’Unione Europea ha finanziato la prossima guerra dei Fratelli Musulmani, che a Gaza si chiamano Hamas, contro lo Stato Ebraico e chissà, magari anche il prossimo attentato in territorio europeo.