Milano ancora allagata..e non è colpa del Seveso, ma dei tombini otturati e della mancanza di manutenzione

Milano

Milano 14 Ottobre – Il maltempo che ha colpito l’Italia in questi tristi giorni, ha imperversato anche su Milano. Trombe d’aria e bombe d’acqua si osno fermati proprio alle porte della città, ma il grigiore di questi giorni si è fatto sentire anche sui milanesi, alle prese con guadi di pozzanghere lagunari e ombrelli che il vento si porta via. Il Seveso è rimasto sotto la soglia di esondazione, così il Lambro, ma la politica ha comunque toccato questi temi.

In primis Riccardo De Corato, vicepresidente del Consiglio Comunale per Fdi-An, che ha duramente criticato la Giunta: “Città ancora allagata e questa volta non è colpa del Seveso. Basta un po’ di pioggia e Milano va sott’acqua per colpa dei tombini otturati: più volte ho chiesto quando e come è stata fatta la manutenzione ma c’è un muro di silenzio a Palazzo Marino. Torno a chiedere, sperando che il sindaco risponda ai cittadini se non a me: quando sono state fatte entrambe le procedure l’ultima volta? Quanti interventi sono stati portati a termine? E sono stati solo interventi superficiali o anche in profondità?”.

Ed effettivamente molti tombini rimasti otturati hanno creato dei laghi fangosi sui marciapiedi e sulle carreggiate in tutta la città, anche in pieno centro. Giovedì e venerdì a Milano arriveranno circa 50 capi di stato europei e asiatici, per un convegno che si terrà al centro Mi-Co, in fiera. È Fabrizio De Pasquale, Forza Italia, a sollecitare interventi per presentare una città più pulita: “In seguito a una normalissima pioggia a intermittenza molte strade e marciapiedi della città si sono trasformati in laghi e pozze d’acqua. Poiché fra qualche giorno le stesse strade saranno attraversate da una sessantina di Capi di Stato è opportuno un pronto invito del Sindaco e dell’Assessore Rozza affinchè si intervenga e vengano evitate figuracce planetarie”. Oltre alla figuraccia si aggiungano anche i disagi per i milanesi, che già saranno costretti a due giorni di ingorghi.

Non si è mancato di toccare anche la questione Seveso, ed è il governatore della Lombardia Roberto Maroni a sollecitare di nuovo una soluzione. Il più grosso intervento del piano che dovrebbe evitare le esondazioni per Milano si dovrebbe tenere a Senago, con la realizzazione di due grandi vasche di laminazione delle piene. Da sempre il Comune di Senago e il suo sindaco si oppongono con tutti i mezzi affinchè questo avvenga. “La realizzazione delle vasche di laminazione a Senago – puntualizza quindi Maroni – rappresenta una vicenda complessa, che riguarda la messa in salvaguardia del territorio. Qui si tratta di prevenire le esondazioni a Milano città; è un intervento complicato ma io sono convinto che va fatto per evitare guai peggiori e danni peggiori a Milano come è successo con l’uscita del Seveso qualche mese fa. Non è un problema di risorse – ha concluso Maroni – perché quelle le abbiamo trovate. Alcune amministrazioni sostengono che vada cambiato il progetto. Sono disponibilissimo a discuterne purché non ci sia il ‘no’ a prescindere”.

I risarcimenti promessi dal Comune per le scorse esondazioni, intanto, non verranno erogati, poiché il governo non ha concesso lo stato di calamità e la giunta Pisapia non ha voluto metterceli di tasca propria. Un problema, quello del Seveso, che sembra destinato a non cambiare mai. Insieme all’incuria del sistema di scolo fognario questi disagi rischiano di ampliare i danni a livello internazionale visti gli appuntamenti che Milano avrà da ora a un anno a questa parte, guadagnandoci la risata ironica di tutto il mondo, oltre ai continui disagi per i cittadini.

Gabriele Legramandi

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