Dai Quartieri: I partitini della sinistra con liti, ripicche, ricatti tengono in ostaggio i Consigli di Zona. E i problemi dei cittadini ?

Milano

Milano 4 Ottobre – La composizione della coalizione che sostiene l’amministrazione Pisapia è notoriamente eterogenea. Dai cattolici ai laicisti, dai No canal ed Exposcettici ai moderati renziani, dagli ecologisti ai socialisti. Inevitabile quanto meno un acceso confronto interno, ma ora le continue tensioni rischiano di portare al limite di sopportazione la convivenza di questi partiti.

È ciò che si deduce osservando cosa succede nelle Zone, al livello dove le tensioni trovano più facile sfogo grazie alla minore visibilità e ai minori poteri dei Consigli di Zona. Più eclatante il caso di Zona 9: giovedì scorso due ottobre per la seconda volta consecutiva è saltato il numero legale necessario per la validità della seduta. La prima volta causa dello strappo è stato un emendamento poco gradito a Rifondazione Comunista, che per evitare l’approvazione ha ritirato le tessere. La seconda volta Pd e Sel non sono riusciti a coprire l’assenza di Rifondazione, causando il rinvio dei 10 punti all’ordine del giorno alla volta successiva. Per evitare che ciò si ripeta la prossima convocazione sarà in doppia battuta, così che alla seconda conta basteranno 10 consiglieri presenti perché sia valida.

Oltre l’evidenza di un conflitto ormai non più celato, si aggiunge anche il danno per le associazioni e per i procedimenti a cui la Zona doveva dare contributi e pareri. Il commento politico delle opposizioni chiarisce ancora meglio la situazione: “In zona 9 ormai esiste una maggioranza sotto ricatto di un partitino che decide, a proprio piacimento, di far procedere o meno i lavori del consiglio e che non è più in grado di amministrare” è quanto dichiara il capogruppo di Ncd in Zona 9, Federico Illuzzi. “Spero che finisca presto questo stucchevole teatrino e si discuta dei problemi veri dei cittadini della zona”.

Simile situazione nella confinante Zona 2, dove la doppia convocazione del Consiglio è prassi fin praticamente dall’inizio della consigliatura. Il motivo ce lo spiega il capogruppo di Forza Italia Marzio Nava, che ci racconta la quotidianità dei lavori in Consiglio di Zona 2: “La sinistra al governo in zona 2 soffre di mal di pancia a giorni alterni. Sono almeno tre anni che gli arancioni convocano il consiglio di zona in doppia convocazione, sintomo di forte debolezza politica e di incapacità a garantire l’ordinario svolgimento dei lavori. D’altronde la sinistra è composita e variegata: la sinistra anarco – movimentista di SEL detta molto spesso la linea all’intera maggioranza e il corpaccione cattocomunista del PD si tura spesso il naso (e non solo) per non provocare lacerazioni irrisolvibili; per non parlare delle scorribande della sinistra old age fatta da transfughi di Rifondazione comunista oggi Comunisti Italiani che farebbero perdere le staffe a chiunque”.

Il capogruppo forzista prosegue raccontandoci i punti principali di lavoro in Zona 2: “Il collante lo trovano spesso su provvedimenti ideologici e troppo spesso complicati e difficili da comprendere per qualsiasi persona normale: eloquente è la festa del raccolto delle pannocchie in via Esterle (zona via Padova) che si è avuta qualche giorno fa. La maggioranza invece di occuparsi del degrado e dell’abbandono dell’area di via Padova, si occupa di seminare e raccogliere pannocchie. La via Esterle è nota alle cronache in quanto dovrebbe essere destinata (attendiamo con ansia il bando) alla costruzione di una Moschea. Una miccia che farebbe esplodere la polveriera di via Padova”. E ancora Nava parla di degrado, mancanza di sicurezza, abusivismo… Tutti problemi che la Zona non è in grado di affrontare a causa delle proprie beghe interne. Unico elemento unificante, a quanto pare, le pannocchie.

Una sinistra quindi che non si smentisce, divisa tra partitini, fazioni e correnti dimostra tutti i suoi limiti nelle zone. Tra litigi, discussioni eterne e sgambetti i problemi dei cittadini passano in secondo piano, semplici pretesti per infinite rese dei conti interne. Così la coalizione arancione si prepara ad affrontare la vetrina internazionale di Expo.

Gabriele Legramandi

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