Evviva! A tempo di record il locale Atm occupato sabato scorso dal collettivo Zam è stato sgomberato

Milano

Milano 30 Settembre – Dopo lo sgombero dalla palazzina pericolante di via Santa Croce, il collettivo Zam aveva occupato sabato scorso un locale Atm in piazza Tito Lucrezio Caro, battezzandolo “Spazio Forma”. Quest’ennesima occupazione però non ha visto inerte la società Atm, che subito si è attivata affinchè lo spazio venisse sgomberato. E così è stato.

Ieri mattina la Digos insieme alle squadre di Polizia in assetto antisommossa hanno sgomberato i locali, riconsegnandoli all’amministrazione di Atm. Un risultato attribuibile al Prefetto di Milano, Paolo Tronca, che in questo caso non ha inteso lasciare ulteriore tempo agli occupanti in tempi brevissimi ha restituito lo spazio ai proprietari.

Non è mancata la protesta degli antagonisti. Sul loro sito hanno protestato per quello che hanno subito definito il 22° sgombero dell’era Pisapia: “Nella città che si appresta a ospitare Expo sembra non esserci spazio per l’autogestione e per tutte le realtà che la mettono in pratica: la pacificazione messa in campo prevede sgomberi a ripetizione nel tentativo di arrivare al Primo Maggio, data di inizio della grande Esposizione, creando una città vetrina a misura di speculatori e faccendieri di ogni genere e tipo”. Secondo i giovani dello Zam, “il silenzio assordante dell’amministrazione arancione in tema di spazi e autogestione ancora una volta scatta la triste fotografia di una città che ambiva a essere come Berlino e invece risulta ancora una volta incapace di riconoscere e valorizzare le grandi ricchezze che vi nascono e crescono”.

Un’altra delusione, quindi, per gli antagonisti milanesi, che ancora una volta chiedono a Pisapia di non fare rispettare le leggi in città e di lasciarli lo spazio che loro vogliono. Assordante anche dall’altro lato il silenzio di Pisapia, che come da copione non pronuncia una sola parola sugli sgomberi. Ciò lascia nell’ambiguità la sua posizione, imbarazzato per lo sgombero degli autonomi, nel tentativo di non far ricadere la responsabilità su di lui ma sul Prefetto. Lavandosene le mani, in sostanza.

Soddisfazione invece esprime Riccardo De Corato, che anzi chiede un inasprimento di queste azioni sul territorio milanese: “Siamo ben contenti che il ripristino della legalità sia avvenuto in tempi brevi nell’Area spazio forma occupata dallo Zam. Ma non è finita, tutte le altre occupazioni devono essere trattate allo stesso modo e non solo quelle nei locali Atm. Secondo l’art.633 del codice penale, infatti, anche per gli spazi privati bisogna intervenire d’ufficio se gli occupanti sono più di dieci. Di fronte alla legge non fa differenza se gli anarchici prendono possesso di stabili comunali o privati: vanno immediatamente cacciati. Sono ancora una quindicina le sacche di illegalità da estirpare: Ponte della Ghisolfa, Vittoria, via dei Transiti, Panetteria, Circolo dei Malfattori, Torchiera, Cox18, Casa Loca, Mutuosoccorso, Lambretta (via Cornalia), Cantiere… Si proceda d’ufficio come chiede la legge”.

Gabriele Legramandi

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